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Ultimo aggiornamento: Domenica 15 Settembre - ore 08.30

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"Per salvare la sanità Spezia si unisca con Massa Carrara"

La lettera aperta del dottor Pasquale Graziano.

- Per la Sanità alla Spezia siamo palesemente caduti dalla padella nella brace. La sinistra ha perso le ultime elezioni regionali e comunali a Spezia proprio per il peggioramento della Sanità locale nel corso di 50 anni. Dapprima a causa del fatto che il baricentro del PCI era a Sarzana, per cui si è perseguito il depotenziamento dell'Ospedale della Spezia per favorire un nuovo ospedale a Sarzana creando così due mezzi ospedali, poi con la colonizzazione politica di medici con curriculum cartacei, infine col tentativo di privatizzazione cooperativa sventato dalla sconfitta elettorale del 2015. Toti aveva promesso inversione del rapporto cittadini-strutture, ossia non più cittadini al servizio delle strutture ma strutture al servizio del cittadino, avvicinate e sburocratizzate. La burocrazia è invece aumentata, come i posti da Dirigenti che, con la desertificazione dei Servizi, sono diventati sempre più inutili. Nel degrado operato dalla sinistra ma addirittura accentuato negli ultimi quattro anni dal centro-destra, ci salvavamo solo grazie a meravigliose "macchie di leopardo", come la chirurgia endoscopica all'avanguardia in Italia, ed altre. Ora ci vogliono togliere anche quelle isole di salvezza, e con discorsi da bar come quello della competenza basata su un ipotetico maggior numero di interventi. Tutti i giorni combatto questa paralogica con i miei pazienti che vanno a farsi operare in cliniche private da professori universitari, non sapendo che tra i professionisti questi sono quelli che lavorano meno, e che invece una trincea di frontiera forma di più. In un incontro con Toti all'Ordine dei Medici nella campagna elettorale del 2015 lo invitai a non darci in caso di vittoria la delusione della Giunta Biasotti la quale, dopo aver nominato un validissimo assessore come il compianto Micossi, per miopi calcoli politici presto lo rimosse. Allora ebbi risposta evasiva, ed oggi vedo l'ulteriore desertificazione di Spezia con accentramento a Genova, dove vi sarebbero troppi chirurghi senza lavoro per cui, invece di spostare questi da noi che abbiamo liste di attesa lunghissime di oltre un anno si vuole spostare i pazienti a Genova. Ma se questi chirurghi genovesi sono senza lavoro, cade il discorso della competenza. Alla nostra provincia non rimane che una via: unirsi alla provincia di Massa e Carrara e formare una provincia autonoma come Trento. Solo così avrà il bacino di utenza e la autonomia necessarie per tornare padrona della gestione dei propri servizi sociali.

Dr. Pasquale Graziano

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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