Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Sabato 20 Ottobre - ore 21.36

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

"Per la centrale del futuro, evitando le polemiche spezzine, possiamo fare meglio di Londra"

"l'esempio di apple"
"Per la centrale del futuro, evitando le polemiche spezzine, possiamo fare meglio di Londra"

- Chi conosce i Pink Floyd ricorderà la copertina dell'album "Animals" del 1977, che raffigura un'imponente centrale elettrica a 4 ciminiere. E' la centrale di Battersea, costruita a Londra negli anni '30, sul Tamigi. La centrale di Battersea funzionò indisturbata in pieno centro città fino al 1975, quando l'ente energia elettrica iniziò la dismissione, valutando non più conveniente tenerla apertà vista l'età, i costi di manutenzione, e un Piano Energetico Nazionale spostato su altre fonti di energia (gas e nucleare). Lo spegnimento definitivo arrivò però dopo 8 anni, il 31 Ottobre 1983. Questo per iniziare a spiegare ai polemisti locali chi ha titolo e potere di decidere la chiusura di un'infrastruttura di interesse nazionale, per quali motivazioni lo fa, e soprattutto con quali tempistiche.

Dopo la mitica e proverbiale 'dismissione', come è andata a finire a Londra? 1983: concorso di idee, vinto – ma va?- dalla proposta di costruire al posto della centrale un parco di divertimenti. Tutto il mondo è paese quanto a fantasia, magari quanto a numeri oltremanica sono un po’ più pragmatici. Per essere produttivo avrebbe richiesto 2 milioni di visitatori l'anno e 35 milioni di sterline di investimento iniziale. Progetto avviato nel 1986 e bloccato nel 1989 dopo una previsione di incremento costi da 35 a 230 Milioni. 1990, cambio del progetto: destinazione urbana, uffici, negozi e un hotel. Progetto di nuovo approvato dalle autorità, ma non inizierà mai: dal 1990 al 1993 rimane tutto fermo. 1993: entra la Bank of America, tanto per far capire - ancora ai polemisti - chi ha il peso sufficiente per proporre progetti su queste tipologie di area. Ci mette 3 anni solo per acquistare il terreno, e 10 per entrarne in possesso con un progetto approvato 'tipo Porto Antico di Genova', quindi negozi, ristoranti, cinema ecc...

C'è però un'imposizione vincolante da parte degli enti pubblici - noi poniamo vincoli sulle bonifiche, i londinesi sul paesaggio - ovvero mantenere l'edificio esistente come simbolo della città. Su questo vincolo il progetto si arena di nuovo nel 2005 e tutta l'area passa di mano nel 2006 ad un nuovo colosso immobiliare. Questa volta si parla di 'masterplan con grattacielo' (altra situazione a noi molto familiare) con una torre di 300 metri, che il sindaco Boris Johnson definisce subito ‘un portarotolo da gabinetto rovesciato’. La torre viene bocciata e nel 2008 ecco l'idea dello stadio, anche questa un grande classico. Ci prova il Chelsea con un progetto da 75.000 posti, ma neanche loro ci riescono: il vincolo sull'edificio e il fallimento dell'immobiliarista fermano tutto.

Solo nel 2012 la vicenda arriva a conclusione. Tutta l'area di centrale viene messa in vendita sul mercato immobiliare libero. Ovvero, fateci quello che volete, purché vi accolliate i debiti accumulati da tutte le brillanti idee precedenti, e paghiate 100 milioni di sterline di oneri di urbanizzazione, tradotti in contributo alla costruzione della nuova metropolitana e di un terminal fluviale. Con questo approccio molto anglosassone e molto liberal, le cose iniziano a girare, e velocemente. La vendita degli appartamenti sulla carta inizia nel 2013 e il 75% va via in quattro giorni. Metropolitana e terminal sono attualmente in costruzione e saranno pronti nel 2020. Vedendo che l'area è decollata, Apple ne opziona nel 2016 cinque ettari, per impiantare il nuovo quartier generale inglese e trasferire 1.400 dipendenti, casa compresa. Nel famigerato 2021 anche questo sarà pronto.

Impantanandosi su studi, gruppi di opinione, e ‘alzate di ingegno’, la grande Londra si è tenuta la centrale lì per 29 anni dopo lo spegnimento. Oltre questo, che già basterebbe, a Spezia dai londinesi possiamo imparare altre due cose. La prima è che volenti o nolenti, di centrali elettriche da dismettere si parla in modo concreto solo con due tipologie di interlocutori: chi ha le aree oggi, e chi potrà permettersele domani, entrambi spesso con un peso superiore alla città stessa. Il doversi rapportare con queste realtà può non piacere alla cittadinanza, ma se fatto con dignità e diplomazia - come sta facendo l'amministrazione - conferma il valore del territorio. Viceversa, costringere gli amministratori a pronunciarsi su progetti coperti solo dalla fantasia, o su polemiche di mini-gruppi di consenso, evidenzia un altro aspetto del territorio: il provincialismo. Allontanando i grandi investitori.

La seconda cosa da imparare è che se Apple ha voluto cinque ettari in un bel posto a Londra per trasferire con facilità i dipendenti, immaginiamo quale può essere in questo senso l'attrattiva di 72 ettari tra Lerici e Portovenere, per un colosso straniero. E quale potrebbe essere l'impatto positivo per le famiglie spezzine se arrivasse nel Golfo una nuova grande azienda. Nessuno ha detto ad Apple che a Londra volevano solo aziende verdi, rinnovabili, tecnologiche, e in una parola 'cool'. Sono venuti da soli quando il territorio geograficamente 'cool', ha dimostrato di essere anche politicamente disponibile in modo credibile. Non si tratta di ‘non disturbare i manovratori’, si tratta di remare tutti in questa direzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News