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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Agosto - ore 22.15

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"Nessun grazie per l'accoglienza, non siamo affatto condannati a vivere insieme"

`Nessun grazie per l´accoglienza, non siamo affatto condannati a vivere insieme`

- In questi giorni ho avuto modo di leggere i diversi articoli dei vari quotidiani relativamente alla giornata di sabato 23, in cui si è tenuta l'inaugurazione del Centro Culturale Islamico di via Mantegazza o, meglio, della moschea della Spezia, così come definita dagli stessi rappresentanti. Unitamente alla felicità di aver visto delle persone che realizzavano il proprio sogno, come è stato più volte ribadito durante questo importante evento, si unisce, però, il rammarico di non aver letto, in nessuno dei commenti o articoli pubblicati, alcun riferimento ai discorsi tenuti dalle diverse autorità presenti. Capire di più delle diverse culture, uscire dal cliché del sentito dire, è sempre stato uno dei principi di riferimento della mia persona. Per questo ero presente come cittadina che si occupa di ambiente, territorio e società. Ciò che invece, come dicevo, ho notato con rammarico e che, come Fratelli d'Italia, faccio notare, è quanto ho ascoltato (o non ho ascoltato), non solo dalle autorità religiose e dai rappresentanti delle Comunità Islamiche, ma anche dalle Autorità Italiane.

Mi rammarico, come cittadina italiana ed europea, quando il rappresentante delle Comunità Islamiche della Liguria, appunto, non si espone, proprio in una giornata come questa, a condannare fermamente, senza se e senza ma, il terrorismo di matrice islamica. Nessun cordoglio per le vittime, nessun ricordo. Certo un breve cenno al fondamentalismo è stato fatto dal sindaco. Cenno che, per altro, era indegno di nota per la sua brevità. Il Sig. Husein Salah, invece, sembrava più interessato a porre l'accento sui rischi della mancanza di integrazione e sui diritti dei musulmani (concetto già udito anche in altri contesti da parte di altri intellettuali). Fatemi, quindi, capire bene che cosa è questa integrazione... Chi non si sente “integrato” ha il diritto di non rispettare la legge (per non dire altro)? Chi è povero è integrato o no? E se non si sente integrato, ha diritto di rubare o di fare del male a qualcuno? Basta una Moschea per far sentire i musulmani integrati? Se non trovano lavoro si sentono integrati o no? E questo giustifica un'azione illegale? Magari gli operai italiani disoccupati, sostituiti dalla manodopera straniera praticamente a costo zero, senza nessun controllo, anche in aziende famose, potrebbero dirci se si sentono integrati.... chissà.

Mi rammarico, poi, quando non sento alcun ringraziamento all'Italia che ha accolto persone di ogni provenienza con mille sforzi, anche in un momento di crisi. Mio malgrado ho ripensato alla mia esperienza a Montreal di molti anni fa, dove ho sentito e percepito da parte della comunità di Campobasso l'immensa gratitudine provata per il paese che aveva accolto i loro nonni. Forse qualcuno lo dà per scontato, ma l'accoglienza non è dovuta. E' una scelta. Infatti alcuni paesi musulmani, da cui molte di queste persone provengono, hanno scelto di non accogliere la richiesta di costruzione di Chiese, alcuni hanno scelto di tollerare l'uccisione dei cristiani, alcuni i cristiani non li considerano proprio esseri umani, infatti abbiamo esempi di donne convertite condannate a morte. E questo lo dico, con estrema umiltà, a Sua Eccellenza il Vescovo, che nel suo troppo breve minuto di intervento ha parlato di riuscire a dialogare. Speriamo ovviamente tutti che i temi sopra citati siano inclusi in questo dialogo.

Da ultimo, voglio dire al moderatore di questo importante evento di stare sereno. Come ho avuto modo di ascoltare in uno dei suoi interventi, egli afferma che “siamo condannati a vivere insieme”. Io non credo. Chi arriva in Italia e in Italia non sta bene, può sempre trovare un'alternativa. Qui siete liberi di entrare. Ma anche di uscire. Auspico, dunque, come detto dal sindaco, che veramente siano vere le vostre parole di apertura. Una bella dimostrazione di questo sarebbe tenere i sermoni in lingua italiana.

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