Liguria News TeleNord Genova Post Sanremo News Riviera Sport Savona News Savona Sport Città della Spezia
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Giugno - ore 16.18

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

"Marinella? Sia laboratorio per nuovo modo di interpretare territorio"

Intervento di Roberto Mazza, membro fondatore del forum nazionale 'Salviamo il Paesaggio'.

`Marinella? Sia laboratorio per nuovo modo di interpretare territorio`

- A chi dobbiamo chiedere come tutelare Marinella? Come poter proteggere il paesaggio, mantenere la Tenuta agricola, garantire l’occupazione dell’Azienda, far rifiorire il litorale?
Marinella dovrebbe essere pensata dal Comune di Sarzana non come un elemento critico, cui dover farsi carico nei momenti bui, ma come una grande risorsa. Potrebbe cioè diventare un’area di grande rilevanza strategica per l'economia delle nostre zone: per il turismo, per l'agricoltura e per il lavoro, soprattutto giovanile. Un’occasione per la rinascita della nostra città.
In Liguria è rimasta l’unica area paesaggistica pianeggiante, a vocazione agricola, che non sia ancora stata fortemente cementificata. L’unica a non essere intersecata da grandi infrastrutture viarie, da centri commerciali e capannoni industriali. La sua salvezza è stata paradossalmente determinata dalla mancanza di un piano strutturale urbanistico condiviso tra le amministrazioni comunali e Monte dei Paschi, oltreché dall'opposizione che è stata fatta in questi anni da comitati e associazioni e in ultimo da una scelta lungimirante, fatta dell'amministrazione comunale dell'epoca, di destinare la grande area verde che separa la città al mare, a “Parco Campagna”. Elemento questo che ha impedito inevitabili speculazioni.
Tutto ciò comporta ad oggi alcuni vantaggi non trascurabili per una programmazione futura. Il cuore della Piana Costiera, connessa strutturalmente alla Piana della bassa Val di Magra, è rappresentato dalla Tenuta di Marinella, 400 Ettari. Una particolarità di tale tenuta, nata tra ottocento e novecento, con la bonifica e la conversione agricola dei terreni acquitrinosi che si estendevano tra i ruderi dell’antica città portuale Romana di Luni (Lunae) e il Mar Ligure – Tirreno, è quella di essere un monolite agricolo, detenuto e sfruttato omogeneamente da un solo proprietario. Unico nel suo genere e di grande interesse culturale e architettonico (o come si usa dire oggi, di archeologia industriale o agricola).
La qualità paesaggistica e urbanistica di Tenuta e Piana è elevatissima e nonostante le costruzioni terrificanti degli anni 60-70 (sul litorale, a Luni Mare e Fiumaretta – area amegliese) l'edificazione, grazie al Parco Campagna, non è stata così devastante come da altre parti.

Perché non utilizzare questa ancor grande bellezza, in qualche modo congelata negli ultimi 20 anni, per tutelare ulteriormente il paesaggio, per aumentarne l'apprezzamento turistico e costruire attorno ad essa nuove forme di lavoro, occupazione giovanile, sviluppo, che non coincidano soltanto con quello nel settore edilizio viario? Città storica, fiume, parco campagna, colonia Olivetti, Tenuta di Marinella, temi e territori che vanno messi in relazione, unificati per dare senso al tutto: potrebbe diventare la “nuova città”" di Sarzana. Con una pista ciclabile a mare, con un litorale curato, con parcheggi diffusi e invisibili, con nuove piantumazioni idonee, con riduzione di cartellonistica e riduzione, o scomparsa, di zone commerciali “stonate”. Marinella potrebbe diventare un possibile laboratorio di un modo nuovo di interpretare il territorio, il turismo "slow" (agriturismi e piccole ostellerie), il paesaggio, l'agricoltura, la valorizzazione di antiche tradizioni agricole, ed il sostegno a quelle nuove, con risposte sicuramente interessanti anche per l'occupazione giovanile. Una ricucitura tra Marinella e Sarzana, per esempio, anche solo attraverso una pista ciclabile renderebbe la città più vivibile e di certo appetibile al turista medio che sempre più, oggi, vuole conciliare storia e paesaggio, turismo sostenibile e vacanza, cultura e ecologia.
Vorremmo che una nuova amministrazione desse il segno di una svolta culturale e politica, di comprensione del senso storico, delle tradizioni, dell’unicità del paesaggio, di una natura ancora fertile e compatta, che connette la città al mare. Non la speculazione edilizia che sostituisce il desolante di oggi con il brutto degli anni 80. “La grande bruttezza,... solo più moderna” ha scritto Paolo Sorrentino parlando della proposta di Waterfront sul litorale laziale.
Pensare ancora di inondare di cemento o di darsene (in un momento peraltro criticissimo per la crisi del mercato immobiliare e della nautica, ma anche per l’inarrestabile dissesto idrogeologico) è del tutto insensato, mentre far proliferare l’anarchia nella piana con parcheggi per Tir, capanni abusivi e rottamatori d’auto sarà di certo un suicidio per ogni amministrazione pubblica.

Roberto Mazza
Mazza insegna all’Università di Pisa ed è tra i membri fondatori del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, Movimento che raccoglie centinaia di associazioni nazionali per la tutela del territorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure