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"Le suore gianelline lasciano La Spezia"

di Francesco Bellotti

il ricordo
"Le suore gianelline lasciano La Spezia"

- Dopo ben centottantacinque anni, la comunità delle suore Gianelline lascia l’ospedale Sant’Andrea della Spezia.Vi erano giunte, da Chiavari, nel luglio 1835, quando il presidente del nosocomio Francesco Castagnola, conosciute le capacità delle “Madri della carità”, invitò il loro fondatore, don Antonio Gianelli, ad inviare alla Spezia alcune delle suore di cui aveva da poco fondato l’ordine. In un tempo di ricorrenti epidemie di colera (1836, 1849, 1854, 1865, 1866), Gianelli aderì alla proposta ed inviò la sua più stretta collaboratrice, Caterina Podestà (nella foto), con altre sorelle. Da allora, le Gianelline hanno prestato la loro opera con zelo e con abnegazione, guadagnandosi la stima ed il rispetto di pazienti, amministratori, dirigenti e quanti altri hanno avuto modo di avvicinarle. Innumerevoli gli atti di bontà, sacrificio e devozione da loro compiuti, testimoniati anche dalla medaglia con cui re Carlo Alberto decora madre Podestà per l’assistenza ai colerosi. Nel 1836 la madre fonda inoltre una “scuola di carità e lavoro” per le bambine povere dai sei a dodici anni. A lei, inoltre, fanno capo medici, infermieri, parenti dei malati e persino fornitori. L’ordine, la disciplina e la pulizia sono affidati alla sua sorveglianza. I compiti per le suore comprendono l’assistenza per il corpo non disgiunta dal bene spirituale degli infermi, il servizio di camera operatoria e di farmacia, la conservazione della biancheria e degli oggetti dell’ospizio, il disbrigo delle faccende domestiche necessarie alla vita dell’istituto. In breve, il numero delle Gianelline aumenta in modo notevole. Il 19 marzo 1944, un violentissimo bombardamento colpisce l’ospedale: le suore, gli infermieri, i medici e il personale tutto, con vero spirito di abnegazione, riescono a trasferire tutti i malati nei locali del sanatorio antitubercolare al Felettino. Degna d’ammirazione particolare è la superiora suor Angela Garibotti, che dirige le operazioni di sgombero: al termine, troppo affaticata, cade e muore, unica vittima del bombardamento. Finita la guerra, le Gianelline al Sant’Andrea erano 33, per scendere a 13 nel 1985 ed oggi a due. Per questo la congregazione delle Figlie di Nostra Signora dell’Orto ha deciso con grande dispiacere di disdire la convenzione con l’ospedale. Per quasi duecento anni, grazie alle Gianelline, si è sedimentata alla Spezia la cultura della dedizione gratuita agli altri, soprattutto verso i più deboli e gli ammalati. Il personale ospedaliero ha manifestato vera stima e gratitudine per l’opera svolta dalle suore, e la città avverte con rammarico che questa testimonianza venga oggi a mancare, in tempi non facili.
Francesco Bellotti

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