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Ultimo aggiornamento: Martedì 22 Agosto - ore 22.40

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"La volatilità sui mercati finanziari di questi giorni non sono una casualità"

`La volatilità sui mercati finanziari di questi giorni non sono una casualità`

- Nell'ultimo periodo il referendum costituzionale e' entrato di prepotenza nelle case degli italiani, giornalmente siamo tempestatii di dichiarazioni sia alla televisione sia sui giornali, e sui social network. Sembra che tutto si risolva non sul referendum in se stesso, bensi' su una conta fra i pro e i contro Matteo Renzi. Personalmente questa visione mi sembra estremamente riduttiva, in quanto le riforme sono state fatte non dal presidente del consiglio, bensì dai due rami del parlamento. Vorrei soffermarmi su cosa succederebbe in caso di vittoria del no al referendum costituzionale in ambito finanziario per il nostro paese. Partiamo dal debito pubblico che attanaglia lo stato italiano pari ad oggi circa 2.500. Miliari di euro, Debito sul quale lo stato paga interessi, sottraendoli alle spese correnti dello paese.

Ad oggi sul debito pubblico lo stato paga un interesse irrisorio, pari allo 0,10% per investimenti fino ad un anno e circa 1,20% annuo su investimenti decennali. In questi ultimi due anni l'italia grazie anche all'approvazione delle riforme fatte è riuscita a crearsi una credibilità finanziaria sia verso gli investitori istituzionali, che presso la banca centrale europea, credibilità che ha permesso All'Italia di far approvare nelle ultime settimane la flessibilità finanziaria da parte della Bce, permettendo in questo modo di poter sforare il tetto del 3% e liberando in questo modo risorse necessarie per fare investimenti strategici per la nostra nazione sia nel settore delle infrastrutture sia nel sociale.

Non va dimenticato che questa diminuzione di tassi di interesse ha permesso sia l'abbassamento dei tassi di interessi applicati alle famiglie per i mutui casa, portando il tasso per il mutuo decennale all'1,40% e permettendo a molte famiglie di rinegoziare i mutui stipulati negli anni precedenti, o di potersi comprare una casa, sia la diminuzione dei tassi creditori applicati alle aziende, con la conseguente spinta alla ripresa economica. Detto questo appare chiaro che la bocciatura delle riforme costituzionali, metterebbe il Paese Italia a rischio speculazione da parte dei mercati finanziari., a dimostrazione di quanto detto, basta vedere come negli ultimi giorni lo spread abbia avuto un'impennata, sfiorando i 200 punti.

Va evidenziato che il debito pubblico italiano, come sopra detto ammontante a circa 2.500 miliardi di euro e' per il 70% in mano di investitori esteri, fondi pensioni americani,e tedeschi, i quali di fronte a un rischio instabilità politica e economica dello Stato Italiano, non esiterebbero a vendere massicciamente i nostri titoli (come già successo alla fine dell'ultimo governo berlusconi) con il conseguente rialzo dello spread e dei tassi di interesse che lo stato deve pagare sul debito pubblico. Sapete cosa succederebbe se lo spread dall'attuale 120 punti tornasse a quota 400? Succederebbe che lo stato dovrebbe pagare sul suo debito pubblico di circa 2.500. Miliardi il 3% creando una voragine sui conti dello stato e sicuramente la necessità di dover fare manovre finanziarie molto pesanti per gli italiani. Vorrei con questo mio piccolo contributo far capite che il referendum costituzionale non e' pro o contro Matteo Renzi, ma che è in gioco vi e' la credibilità dell'Italia nel mondo.

Giuseppe Mori
Componente direzione provincale Pd

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