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"La pluriclasse funziona e può salvare la scuola di Pitelli dalla chiusura"

La testimonianza e l'appello di una madre e rappresentante di classe: "Ho visto i risultati sui miei figli".

lettere a CDS
"La pluriclasse funziona e può salvare la scuola di Pitelli dalla chiusura"

- "Spettabile Redazione,

mi permetto di scrivere questa lettera, sperando di portare alla Vostra attenzione quanto in oggetto, con l’intenzione di mettere in evidenza i vantaggi di un sistema scolastico che potrebbe valorizzare il nostro territorio.

Da una grandissima città sono approdata con la nave dei sogni ed il mio Amore vestito di blu in uno dei Borghi più belli d’Italia, Pitelli.
All’inizio, quando arrivai, fui attratta dalla serenità e dalla vista mare. Rispetto alla città qui è tutto amplificato, l’estate dura di più, la primavera arriva prima, si respira “aria a misura d’uomo” e le persone, con il trascorrere del tempo, possono diventare tue amiche.
Mi sono nati due figli da allora ed hanno frequentato a Pitelli la Scuola dell’Infanzia e le Elementari, uno dei due, adesso, è già alle Medie.
Da una realtà di scuola standard, alla quale ero abituata, ho scoperto l’esistenza della Pluriclasse.
Nella sua definizione del M.I.U.R., la Pluriclasse è così presentata: “Nelle scuole ubicate nelle piccole isole, nei comuni di montagna e nelle zone abitate da minoranze linguistiche è possibile costituire classi con almeno 10 alunni. Se il numero delle iscrizioni non consente di formare una classe di 15 alunni, è possibile attivare le pluriclassi (sezioni con alunni che frequentano differenti anni di corso) che devono accogliere tra gli 8 e i 18 alunni” (Fonte https://www.miur.gov.it/scuola-primaria).
La percezione dei più è che la Pluriclasse sia una forzatura, una specie di caricatura, dovuta ad assenza di numeri idonei alla normale composizione delle classi, secondo gli standard del M.I.U.R., ed ecco l’eco del: “Pitelli è piccolo, i bimbi sono pochi, le classi sono assieme!”.
All’inizio, ho creduto a questo canto delle sirene ma, poi, ho cominciato a vedere i risultati scolastici ed ho compreso che frequentare una Pluriclasse è un valore aggiunto per gli studenti che hanno l’opportunità di prendervi parte, infatti, senza alcuna presuntuosa autocelebrazione, giacché, se così fosse canterei da sola, alla voce di quelli che: “Mio figlio c’è stato e non ha mai avuto problemi nel corso e nel prosieguo!”, si è aggiunta la mia, visti i risultati in corso ed il posizionamento del mio primogenito ai test d’ingresso alla Scuola Media Inferiore; così, ho deciso di capirci ancora un po’ di più, di quello che mi pareva, a conti fatti, essere un sistema organizzativo portante ad un affascinante metodo educativo; la domanda che mi girava in testa era: “Sono solo bravi ed intelligenti questi bambini o la Scuola che frequentano / hanno frequentato, l’essere in una Pluriclasse, nonché la dedizione dei Maestri, con un rapporto discente / docente a netto favore dei discenti, fanno / hanno fatto la differenza, valorizzando le peculiarità di base che, seppur differenti caso per caso, bambino per bambino, sono comunque messe in risalto?”.
Diversi studi, poco diffusi e poco o mai condivisi, confermano quanto affermato.
Andando ad esplorare le statistiche e le informazioni del caso, sono venute fuori, a mio modestissimo avviso, delle conclusioni interessanti, che vanno certamente oltre il semplice: “Siamo assieme, perché siamo pochi!”. Senza voler scendere nella didattica accademica, riassumendo, il modello della Pluriclasse, a mio parere, potrebbe anche essere assimilato al metodo Montessori. La presenza di bimbi di età e livelli di apprendimento differenti permette, ad esempio, un adattamento trasversale e lo sviluppo di capacità di apprendimento modulabili, i più grandi ripetono i programmi già fatti, i più piccoli beneficiano dell’ascolto di programmi che faranno. Ad ogni classe componente la Pluriclasse è, comunque, dedicato il suo programma che è uguale a quello delle altre scuole, dove i bimbi sono divisi per classi di età, il grande vantaggio è proprio che i bimbi sono in numero minore per ogni classe, rispetto agli standard ministeriali, il rapporto con i Maestri è più diretto e stretto e vi è maggiore possibilità di ascolto e concentrazione, caso per caso, da parte del corpo docente. Insomma, un potenziale enorme a disposizione della collettività.
Per entrare nello specifico del caso della Scuola di Pitelli con qualche numero, quando sono arrivati i miei figli, c’era la sezione Infanzia e due Pluriclasse, una composta da prima e seconda Elementare, un’altra composta da terza, quarta e quinta Elementare.
Nel corso degli anni abbiamo visto chiudere la sezione dedicata all’Infanzia, ed ora al posto di giacchetti colorati, pennarelli ed allegro cinguettare di piccolini c’è una stanza vuota e relativo cortile che, dal basso del loro essere inutilizzati ed inutilmente inutili, guardano con occhio triste il via vai dei bimbi più grandi frequentanti le Elementari. Poi, è finita la prima classe Elementare, i bimbi sono passati in seconda e non ci sono stati nuovi iscritti in prima, poi, è finita la seconda classe Elementare ed, al momento, resta una Pluriclasse composta dai 12 bimbi di terza, quarta e quinta Elementare; quest’anno i 5 bimbi di quinta usciranno, e l’anno prossimo, a meno che non vi siano, nel frattempo, nuove iscrizioni, resterà solo la Pluriclasse composta dai bimbi di quarta e quinta.

Alla luce di decisioni confortanti come quella del Tar della Liguria, nel caso di Molini di Triora che recita: “Bastano sei alunni per tenere aperta una scuola”, solo per citare un caso sui tanti in Italia, mi preme sottolineare che il motivo per cui scrivo è privo di qualsiasi interesse personale, il mio secondo figlio ha quasi finito il suo ciclo presso la Scuola Elementare, eppure sento forte di dover fare qualcosa, come atto di riconoscenza per quello che negli anni i miei figli hanno ricevuto, fare qualcosa affinché altri genitori sappiano che, compatibilmente con i loro impegni familiari, il posto in cui abitano e l’organizzazione della famiglia e del lavoro, c’è un’opportunità che può essere colta.

La Scuola di Pitelli sembra destinata a chiudere, evento che appare naturalmente all'orizzonte, per la mancanza negli scorsi due anni di nuove iscrizioni (iscrizioni che si chiuderanno quest’anno il 31 gennaio per il prossimo anno scolastico) e lo scemare della numerosità degli alunni già iscritti e frequentanti; la sua chiusura rappresenterebbe una perdita netta, e non per la scuola in sé e per sé, ma per i bambini che in futuro potrebbero ancora beneficiarne.

In questa società dove tutto ormai è troppo di fretta, dove il particolare sfugge ed il numero fa meramente la differenza, senza badare al ritorno dell’investimento nel lungo tempo, vorrei portare all’attenzione dei genitori che hanno dei bambini in età scolare che, se non hanno ancora deciso dove iscrivere i loro figli e se vogliono darsi e dare ai loro bambini l’opportunità di salire su una macchina apparentemente diversa ma, essenzialmente, molto performante e altamente qualitativa, dal punto di vista dei risultati scolastici, di fare un pensiero per l’iscrizione alla Scuola A. Genova di Pitelli, appartenente all’ISA 7. Il pilastro storico della Scuola, il grande Maestro Enrico Taddei e tutti gli altri appartenenti allo staff della Scuola di Pitelli sono a disposizione per qualsiasi informazione i genitori interessati ad un’iscrizione vogliano avere.
Per concludere, credendo personalmente nel grande valore aggiunto della Pluriclasse, sono certa che un’opportuna e mirata valorizzazione di un tale strumento a disposizione della collettività possa rappresentare un fiore all'occhiello, in un contesto dove, purtroppo, le bagarre in termini culturali vanno aumentando ed il livello di preparazione dei discenti a livello nazionale è, purtroppo, in diminuzione.
Per tale motivo, ho anche scritto alle Autorità che mi sono parse competenti, nelle persone del Sindaco e del Dirigente Scolastico dell'ISA 7, che ringrazio anticipatamente per tutto quello che vorranno fare per valorizzare la Scuola di Pitelli.
Per tale motivo, inoltre, ho sentito di scrivere anche a Voi della Redazione di C.d.S., in quanto sono fermamente convinta che è solo tramite una adeguata diffusione che la linfa vitale dell'informazione può essere veicolata e circolare.

Cordiali saluti".

Dottoressa Giovanna Antonelli
Mamma - Rappresentante di Classe IV
Scuola A. Genova Pitelli (SP)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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