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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 14.31

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"Io ligure di confine, non accedo agli sconti Isee per 5 chilometri"

`Io ligure di confine, non accedo agli sconti Isee per 5 chilometri`

- Buongiorno,
frequento l’Università a Pisa ma abito ad Ameglia, sono praticamente sul confine, in linea d’aria da casa mia alla Toscana sono 5,43 km per essere precisi, circa 12 minuti in auto. La cosa assurda, per quanto abiti vicino, è che io, come quasi tutti quelli che prendono il treno a Sarzana come me, non ho diritto alla riduzione ISEE dell’abbonamento dato che è valida solo per la Toscana. Al momento l’abbonamento mensile che permette di usare i treni regionali e i regionali veloci per 60 Km è di € 83,00… in pratica € 2,77 al giorno, calcolato su trenta giorni, di treno se magari lo si potesse pagare così sarebbe ottimo ma è solo una fantasia.

Un abbonamento mensile per la stessa identica tratta, con la riduzione ISEE, costa € 69,00; ora immagino direte che € 14 non saranno certo quelli che rendono ricchi ma a alla fine su 12 mesi uno studente universitario che frequenta l’abbonamento devo farlo per 8 mesi quindi € 112,00 non dispiacciono a nessuno. Oltretutto per avere accesso a questo abbonamento si hanno tre possibilità: in stazione alla biglietteria, con l’incognita che l’impiegato magari non ti permetta di farlo o nel caso permetta di farlo ti becchi una ramanzina in cui ti spiega cosa rischi; in stazione alla macchinetta sempre che funzioni. Al computer dal sito di Trenitalia, quest’ultima opzione è, a mia opinione, la migliore per fare gli abbonamenti in generale.

Sempre restando nell’assurdo è che Trenitalia non ha nemmeno pensato alla possibilità di fare un abbonamento per studenti che comunque, almeno negli orari in cui lo prendo il treno, sono una grande fetta dei passeggeri. Tutto questo sarebbe anche accettabile se il rapporto qualità/prezzo fosse quantomeno adeguato, ma in fondo ormai Trenitalia è universalmente nota per ritardi e disservizi. Intendetemi, io non intendo certo che sia giusto questo anzi per la cifra che paghiamo dovrebbero esserci solo Vivalto in circolazione mentre, più o meno, si alternano con treni probabilmente precedenti al secondo conflitto mondiale o poco successivi, che sembrano più carri per il trasporto bestiame che non adibiti al trasporto passeggeri, in modo particolare negli orari di punta in cui la maggior parte delle persone torna a casa o va a studiare o al lavoro.

Oltre alle pessime condizioni dei treni e che i vecchi modelli caso strano sono sempre, o quasi sempre, in servizio negli orari di punta Trenitalia va da un estremo all’altro in termini di aria condizionata/riscaldamento. Il massimo è stato a dicembre nei giorni in cui era più freddo o che a qualcuno è venuta la brillante idea o c’è stato uno dei tipici malfunzionamenti dell’impianto ma sta di fatto che si congelava e le bocchette buttavano aria fredda. Un altro esempio sempre dello scorso anno è stato quando c’era in servizio uno dei treni scassati, che ti fanno rimpiangere le carrozze a trazione animale anche senza averne mai usata una; probabilmente questo treno arrivava da Firenze, non so, ma già quando sono salito a bordo era pieno, c’erano solo ed esclusivamente posti in piedi e un caldo infernale dovuto al sovraffollamento, unito a uno dei rari casi in cui su questi relitti funziona il riscaldamento; per respirare io ed altre persone siamo dovute stare nella zona tra un vagone e l’altro dove è pieno di spifferi, ma in quel momento sono stati un salvezza.

Detto tutto questo io spero che qualcuno dei capoccioni del Ministero dei trasporti e di Trenitalia si degni di pensare alla condizione in cui lasciano i pendolari e si mettano nell’ottica che è meglio cambiare un po il sistema. Io ho un paio di idee che potrebbero già migliorare la situazione: creare un abbonamento per gli studenti a tariffa ridotta in cui basti presentare lo stampato in cui l’università garantisce l’iscrizione; studiare meglio gli orari di massima affluenza e negli orari di massima affluenza mettere i treni più nuovi che portano più persone; pianificare in modo più puntuale la manutenzione dei treni.

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