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"Incomprensibile manifestazione sotto le finestre e gli striscioni sulle priorità degli italiani"

`Incomprensibile manifestazione sotto le finestre e gli striscioni sulle priorità degli italiani`

- Premesso che come forze politiche non tolleriamo nessuna azione illecita compresa dunque l’occupazione abusiva della casa. Detto questo, per il caso in sé che purtroppo è stato fortemente strumentalizzato e politicizzato, volevamo precisare alcuni aspetti. In primis che va sempre punito e sanzionato chiunque compia un reato e l’occupazione abusiva è un reato, le autorità competenti si devono immediatamente attivare affinchè l’alloggio venga restituito in tempi celeri al legittimo assegnatario o proprietario. Infine qualsiasi azione di cui sopra non può trascurare la presenza di minori o altri soggetti deboli che devono essere tutelati sempre. Questi sono a nostro parere i punti fermi che le autorità in questi casi devono prevedere e attuare, naturalmente tenuto conto di quelle che sono le competenze, i compiti e le funzioni di ogni ente o istituzione interessata.

Nel nostro caso si deve partire necessariamente dalla proprietà dell’alloggio che risulta essere di Arte, l’azienda regionale che gestisce il patrimonio pubblico residenziale; pertanto il titolare dell’alloggio occupato si poteva certamente rivolgere a qualsiasi istituzione compreso il comune, ma poi era sempre l’Arte che doveva mettere in moto la procedura prevista per il recupero dell’alloggio con la denuncia alla autorità giudiziaria. L’iter è il seguente: segnalato l’illecito ad Arte, va fatta la denuncia da parte di Arte alla Polizia Giudiziaria, da questa deve essere portato il fascicolo al Giudice, il quale stabilisce i termini per il sequestro e il relativo sgombero tenuto conto che in questi casi solitamente i reati sono due, occupazione abusiva di alloggio e effrazione. Naturalmente nel frattempo e in contemporanea, se tra gli occupanti sono presenti dei minori o altri soggetti deboli, che ricordo devono essere sempre tutelati, il giudice contatta i servizi sociali affinchè la procedura di sgombero venga svolta di concerto, nel minor tempo e con la migliore soluzione possibile. Così è avvenuto, il giudice ha autorizzato lo sgombero, comunque non attuato perché i servizi sociali nel frattempo, constatata l’estrema indigenza della famiglia, hanno provveduto prima di qualsiasi atto coercitivo a trovare una sistemazione provvisoria alla madre e ai figli in una struttura protetta, permettendo così al legittimo assegnatario di rientrare in possesso dell’alloggio, in linea con quanto disposto dall'assessore al welfare Mauro Bornia.

Insomma, per risolvere situazioni sociali così complesse e delicate vanno ricercate le massime sinergie tra Autorità Giudiziaria, Arte e Servizi Sociali e l’iter non sempre è celere, ma i processi sociali e le crisi vanno governate e gestite, questo è il compito delle istituzioni, naturalmente le responsabilità individuali rimangono e coloro che hanno commesso dei reati ne dovranno poi rispondere alla giustizia. Di conseguenza siamo completamente contrari agli atteggiamenti e alle azioni condotte da alcune forze politiche del territorio che hanno volutamente strumentalizzato la vicenda: l’iter per il recupero della legalità era già in corso e non comprendiamo per quale motivo si sia svolta quella manifestazione sotto le finestre degli occupanti l’appartamento, tra l’altro, tenuto conto che tutti gli occupanti erano cittadini italiani non si comprendono le scritte sugli striscioni ricordanti la priorità degli italiani presumiamo al diritto alla casa, ma forse il tutto si spiega meglio con le frasi a sfondo razzista e xenofobo urlate da qualcuno dei partecipanti, non comprendiamo infine la posizione di alcune forze politiche, che pur sbandierando ad ogni occasione la loro difesa della famiglia e dei bambini, stavano insieme ad altri manifestanti urlanti sotto le finestre, sì di una casa occupata ma con dentro dei bambini presumibilmente terrorizzati.

Certamente dovevano e potevano manifestare come loro diritto sacrosanto, ma a nostro parere dovevano farlo sotto ben altre “finestre” e di ben altri interlocutori, certo più capaci e strumentati di tre bambini spaventati a raccogliere le loro richieste, sotto il Comune per esempio o sotto la Prefettura oppure sotto l’Arte stessa, sono sicuro che in questo caso l’accusa di avere strumentalizzato la vicenda non sarebbe stata posta da nessuno. Infine nel ribadire che situazioni come questa non si devono più verificare, vorremmo che invece di creare inutili guerre tra poveri, quelle stesse forze politiche si adoperino, al pari di chi già lo fa, presso il Governo sia della regione che quello centrale affinchè la questione abitativa venga risolta, ma risolta concretamente, magari con vere politiche che traguardino ad un vero Piano Casa Nazionale e strutturale che preveda per esempio: misure di autorecupero degli alloggi da assegnare, sostegni agli affitti, progettazione di nuove formule abitative, realizzazioni di nuove costruzioni rigenerando quelle già esistenti, unitamente a un aumento dei trasferimenti dal governo centrale e regionale, in modo che i Comuni possano finalmente sostenere un efficace azione per rendere il diritto all’abitare non solo un enunciato di principio ma una realtà amministrativa.

I consiglieri comunali:
Masia Roberto Luciano
Manfredini Paolo
Sommovigo Pierluigi
Corsini Stefano

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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