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"Da Boss è passata tutta Spezia, la Cultura è una sola. Non c'è bisogno di dividere"

Lettere a CDS
"Da Boss è passata tutta Spezia, la Cultura è una sola. Non c'è bisogno di dividere"

- Leggo un articolo in cui sono riportate le parole di Paolo Asti, sugli eventi che si svolgeranno quest'anno alla Pinetina e su quello che è stato BOSS (leggi qui).
Ci tengo prima di tutto a fare i migliori auguri a chi si occuperà dell'organizzazione degli eventi che si terranno nell'area: gli auguro di avere successo e di non doversi mai sentir dare dei "mafiosi" per aver avuto in concessione uno spazio comunale. Ma sono più che sicuro che questo non accadrà.
Non voglio tornare sulla questione "chi ha fatto chiudere BOSS"; è stata una nostra scelta, molto aiutata dagli attacchi di chi era opposizione e ora è maggioranza, ma non è importante parlarne ancora.
Mi interessa di più una riflessione su un altro tema: nell'articolo si parla degli eventi di BOSS come "di alto livello, ma solo di un unico tema".
"Per tutti quelli a cui non piaceva quel genere di cultura, rimaneva un luogo chiuso".
Mi piacerebbe capire quale fosse questo "unico tema".
Giorni fa, Assessore (mi rivolgo direttamente a lei per comodità), ha giustamente risposto a un articolo che criticava la proposta culturale spezzina di questo suo primo anno, snocciolando uno dopo l'altro eventi e mostre da lei promosse. A me non piacciono gli elenchi, perché è facile confondere la quantità con la qualità, ma qui mi possono aiutare ad arrivare al punto: concerti blues, pop, rock, metal, jazz, sperimentali, di cantautorato italiano e straniero, rap, swing, di artisti locali e internazionali; Ray Gelato, CJ Ramone, Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Volume, Nada; oppure Damo Suzuki, Arto Lindsay, Julia Kent, Sick of it All, The Sonics, Cristiano Godano, Erri De Luca; i concerti de La Nazione con le band locali, BOSSINO per i bambini, la festa degli ultras dello Spezia Calcio, le serate con i dj del Charlie, presentazioni di libri, il cinema all'aperto, workshop, le serate delle scuole di ballo; e ancora, le mostre fotografiche della Gallery, con Nino Migliori, Tano D'amico, Mario Dondero, Ugo La Pietra, Maria Mulas, Sergio Fregoso.
Alla Pinetina è passata tutta Spezia, nelle serate di eventi ma soprattutto nella quotidianità. Bastava guardare i tavoli per vedere le famiglie, gli anziani e i giovani convivere nello stesso luogo, mangiare un panino, andare sul sicuro con la cucina tradizionale o provare un'alternativa vegana.
Per questo non riesco a capire le sue parole, Assessore.
Se non leggendoci l'intenzione di cavalcare un pensiero attualmente molto in voga, quello della sinistra radical chic, lontana dalla gente. Se non leggendoci l'intento di utilizzare sottilmente un tormentone politico per dare forza al suo lavoro. Creando differenze dove non ci sono, fra cultura popolare e elitaria. Spero di sbagliare e di venire corretto.
Non riesco a capire, perché la Cultura è una sola. Sono le offerte culturali a differire. Nella qualità, nel target e negli intenti.
Lei parla di liscio, valzer e merengue, a Boss avevamo il tango, le serate revival e i balli caraibici. Serate di puro svago in mezzo a un'offerta che mescolava la semplicità all'impegno, la sperimentazione al nazional popolare.
Spero vivamente di vedere anche quest'estate l'impegno insieme allo svago, perché lo svago puro e semplice non può essere l'obiettivo culturale di un'amministrazione.
Durante i quattro anni di Boss non ho mai visto nessuno arrivare, vedere che all'ingresso c'era una mostra e tornare indietro perché non gli piacesse quel genere di cultura.
Mentre ho visto persone poco avvezze alla lettura bersi una birra e ascoltare le parole di un autore, o topi di biblioteca ballare YMCA in mezzo alla folla.
Insomma: BOSS è stato e ora non è più. Non è sicuramente colpa sua, Assessore, come non è colpa nostra il rimpianto di chi ha apprezzato il lavoro che abbiamo fatto.
Spero che quest'anno, e ancor di più i prossimi, l'offerta possa essere migliore della nostra.
Ma spero anche che abbia un solo e unico tema: la Cultura.
Di qualità, una, totale e senza steccati.
Non ha bisogno di dividere, la gente la seguirà per la bontà delle sue proposte.
Le auguro di cuore buon lavoro.

P.S. Visto cosa c'era prima nell'area, siamo fieri di aver lavorato talmente bene da aver lasciato alla città e ai suoi operatori culturali una voglia di eventi tale da riempire dieci Pinetine. Grazie del complimento indiretto!

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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