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"Cultura, verde e tecnologie pulite per il riscatto dell'area Enel"

Intervento di Giorgio Pagano, ex sindaco e presidente dell'Associazione Mediterraneo.

`Cultura, verde e tecnologie pulite per il riscatto dell´area Enel`

- Le iniziative in corso a Spezia sulla sfida climatica evidenziano l’urgenza dell’impegno per reinventare la nostra economia. Una strategia climatica vincente è vantaggiosa anche economicamente. I settori su cui intervenire sono noti: fonti rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile, agricoltura e industria di piccola taglia, turismo sostenibile, gestione dei rifiuti, salvaguardia del territorio.
La cartina di tornasole del nuovo modello di sviluppo è il riuso dell’area della centrale Enel. L’assessore Ruocco ha dichiarato: “Abbiamo avviato i rapporti con i Ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente, possiamo lanciare un tavolo che veda nell'economia circolare e sostenibile il motore di riconversione dell'area”. Enel ha inserito la nostra centrale nelle 23 del progetto Futur-e, che vuole individuare soluzioni circolari e sostenibili in grado di trasformare le centrali dismesse in nuove opportunità di sviluppo: “mantenendone la vocazione industriale, o riconvertendole in musei, centri polifunzionali o spazi ricreativi e culturali”.
A Spezia è prevalente la tesi del riuso a fini industriali. La condivido, ma il ragionamento va ampliato. Sia perché le nuove tecnologie digitali e smart non escludono affatto la compresenza tra industria 4.0 e spazi sociali e culturali (come quelli realizzati nelle centrali dismesse di Roma, Londra e Madrid). Sia perché la dismissione deve diventare occasione per riqualificare il levante e ridare dignità a luoghi pesantemente condizionati dalla presenza della centrale e delle sue appendici tecnologiche, come i carbonili, realizzate con assoluta indifferenza rispetto ai contesti insediativi. La presenza del pontile consente di discutere della realizzazione della stazione marittima a levante e di ipotizzare, come ha fatto Marco Sassetti, lo scavo di un emiciclo d’acqua collegato al mare con un canale, così come facemmo a Pagliari con la darsena. L’altro sogno, infine, è una grande cintura verde intorno. Tecnologie pulite, culture, mare e verde: ecco i simboli del riscatto di un’area martoriata dal vecchio industrialismo. La memoria degli errori del passato non va smarrita, affinché quello che non fu possibile ieri diventi possibile domani.

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