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"Comuni superino logiche campanilistiche e si uniscano per diventare più forti"

“COMUNI POLVERE”
"Comuni superino logiche campanilistiche e si uniscano per diventare più forti"

- Un processo da considerare strategico per le autonomie locali è la fusione dei Comuni e l'associazionismo. Il territorio della Provincia della Spezia è suddiviso in 32 Comuni. Tranne il capoluogo che ha 93.678 abitanti, nessun Comune ha una popolazione al di sopra dei 30.000, la stessa Sarzana raggiunge i 22.104 abitanti. Poi, esiste una fascia di una decina di Comuni compresi tra i 5.000 e i 10.000 abitanti, il resto sono piccoli Comuni e “Comuni polvere” collocati in collina e mare, di questi, abbiamo due Unioni: “Unione Comuni 5 terre- Riviera” ( Bonassola, Deiva Marina, Framura, Vernazza) con popolazione totale 3620; “Unione Comuni Val di Vara” (Rocchetta Vara, Calice al Cornoviglio, Sesta Godano, Zignago) popolazione totale 4917. L'"Unione dei Comuni delle terre verticali” (Monterosso, Riomaggiore, Pignone, Riccò del Golfo) ha avuto vita breve, costituita il 4/12/2014 sciolta il 27/12/2016, flop per la fusione dei Comuni di Castelnuovo e Ortonovo (Luni), il referendum per un Unico Comune non passa.

Il processo di fusione e/o associativo, può produrre effetti significativi sull'efficacia, efficienza ed economicità delle Istituzioni e della Pubblica Amministrazione, non solo per la gestione di servizi (penso ai rifiuti, all'acqua, ad alcuni uffici, la digitalizzazione, segreteria comunale, uffici tecnici, ecc.), ma soprattutto per la stessa organizzazione del territorio e del suo assetto. E' reale una incapacità dei piccoli Comuni e dei “Comuni polvere”, di soddisfare i bisogni delle loro comunità e di supportare politiche pubbliche innovative, e spesso sono mal collegati ai centri dotati di servizi di una certa consistenza.

Per il bene delle popolazioni amministrate, i comuni, devono superare la logica dei “campanili prettamente politici e non solo”, riconoscendo invece che nel caso di enti molto piccoli i costi di funzionamento sono molto alti. In breve si può ricordare che i processi di fusione dei comuni, più che quelli dell'unione, portano certamente dei benefici derivanti dall'unificazione delle funzioni di back office e della conseguente liberazione di alcune risorse oltre che per le cospicue risorse aggiuntive arrivate con i contributi statali e regionali. La Regione, può assumere un ruolo di guida dell'azione di riordino territoriale, disciplinando le procedure per l'associazionismo e la fusione, senza la pretesa di dettare norme imperative lesive dell'autonomia dei Comuni e di mortificazione delle popolazioni interessate.

Mario Bonelli
dottore Commercialista, membro del Collegio dei Revisori del Comune della Spezia

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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