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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Settembre - ore 09.40

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"Canale di transito per portacontainer porterebbe un forte rischio di disastro ambientale"

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"Canale di transito per portacontainer porterebbe un forte rischio di disastro ambientale"

- Nella strategia dei porti liguri la Regione Liguria ed il presidente Toti considerano, giustamente, una centralità nazionale questi terminalI marittimi inseriti in una logistica intermodale dei trasporti. Ma quello che non possiamo condividere è il considerare questi terminali marittimi inseriti in una logistica intermodale del trasporto; infatti i porti liguri non possono essere considerati uguali e quindi in grado di fare gli stessi interventi non tenendo conto delle diverse sostenibilità ambientali in quanto gli stessi non hanno uguale costituzione geologica, geografica e storica. Mentre i porti di Genova e Savona sono di fatto in uno specchio di mare aperto con banchine portuali il porto della Spezia è collocato dentro una diga foranea in uno specchio acqueo di 15 kmq circa dove si svolgono funzioni militari e civili e dove le attività occupazionali di primaria importanza sono la nautica, la cantieristica ed il turismo mentre l’attività portuale relativa ai containers non deve entrare per dimensioni in conflitto con le precedenti per non creare il rischio futuro di penalizzare lo sviluppo e l’occupazione sostenibile.

Ecco le ragioni per le quali il contributo del nostro porto nella centralità ligure e tirrena nazionale deve essere dimensionata con infrastrutture sostenibili e puntare sulla velocizzazione dell’entrata e dell’uscita dei container dal porto,ossia puntare ad un ruolo specifico impedendo sovradimensionamenti pericolosi. In questo contesto,oltre ad evitare sovradimensionamenti pericolosi delle banchine portuale, è indispensabile considerare il grave danno che produrrebbero i dragaggi per il canale di transito delle navi di ultima generazione che necessitano di oltre 16 metri mentre la profondità del fondali va da un minimo di 9 ad un massimo di 15 metri non sufficienti per l’entrata e l’uscita delle navi e uno studio dell’ENEA ha messo in evidenza che occorrono almeno 6 giorni per il ricambio dell’acqua entro la diga.

Pur avendo segnalato più di una volta questo fatto al comparto eco-marino della regione al fine che venissero fatte le valutazioni del caso e ci fosse comunicato a chi era affidato il controllo dopo quanto accaduto alla miticoltura dopo gli ultimi dragaggi la risposta non ci è mai pervenuta. Non parliamo poi dell’idea ventilata di far usare il porto della Spezia per l’attracco delle navi di ultima generazione lunghe m 350/400 mt, che caricano anche 20.000 teu ed hanno un pescaggio che può superare i 16 metri. Secondo noi sarebbe necessario che il Presidente della Regione ed il Sindaco dtenessero nella giusta considerazione questi fatti al fine di evitare danni ancora giù gravi alla sostenibilità ambientale.

Rita Casagrande e Franco Arbasetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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