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"Abbatteranno quasi ottanta pini per un pista ciclabile costosa ed inutile"

Sulla pista ciclabile del levante, i grandi dubbi di chi ci abita: "Progetto fumoso, tenuto sotto silenzio: i nostri amministratori pensino all'ospedale".

canaletto e fossamastra
"Abbatteranno quasi ottanta pini per un pista ciclabile costosa ed inutile"

- Già negli anni 2000/2007 si concretizzò un’intesa vera e partecipata fra Comune e circoscrizione per la realizzazione di una pista ciclopedonale dall’incrocio di via San Cipriano al posto della vecchia ferrovia che conduceva, percorrendo viale San Bartolomeo, agli storici impianti balneari ovvero Helios, Tritone, Iride, Nereide e Nettuno. La giunta e l'allora sindaco Giorgio Pagano iniziarono l’opera nella prima trance da via Palmaria e alla conclusione del cavalca-ferrovia, nel quartiere di Fossamastra. Si scelse quel progetto motivando che ci fosse la necessità di migliorare la mobilità tra i rioni del levante cittadino; altri motivi erano legati alla zona di interdizione tra Puc e Prp e le infrastrutture su ferro e su gomma per separare il traffico portuale da quello urbano. Ma in quegli anni fu costruita la Darsena di Pagliari e il ponte mobile dove l’Ap commise uno dei suoi peggiori errori: dimenticò che doveva essere fatta la corsia da usare come pista ciclabile e la conseguenza fu che ci siamo ritrovati di fronte ad una interruzione della pista stessa alla darsena. Un inconveniente che pare difficile da superare.

In quel periodo i cittadini di Fossamastra erano contrariati dal fatto che venissero tagliati i loro storici pini con la scusa che il Comune della Spezia aveva problemi con la sicurezza sulla mobilità dei mezzi pesanti su gomma che transitavano e nel tratto tra Fossamastra e la darsena fu fatto uno scempio di pini. Ora, dopo decine di anni, dopo aver dato in concessione ai cantieri nautici gli spazi che erano prima occupati dalla ferrovia militare (spazi che potevano essere tranquillamente usati come pista ciclabile in quanto protetti dal filare dei pini) si parla di un progetto fumoso (qui la denuncia del consigliere Massimo Baldino Caratozzolo), tenuto sotto silenzio salvo vedersi comparire una delibera che dava in definitiva in dono 5.000.000 di euro alle imprese della nautica. Qualcosa di totalmente inutile per i cittadini perché in primo luogo sacrifica 74 pini ultrasettantennali, in seconda istanza mette a rischio la circolazione dei ciclisti in una strada stretta e piena di curve.

Insomma questa regione e questa giunta comunale, forse anche per propaganda elettorale, dimenticano di consultare i cittadini sul taglio dei pini, sulla spesa che dovranno sopportare dopo essere stati vessati per anni da 14 discariche, dalla centrale Enel a carbone che ha causato più di un decesso, e da un porto che opprime i cittadini con inquinamento acustico ed atmosferico. Non ci sembra di chiedere troppo ai nostri amministratori regionali e comunali se vogliamo essere messi a conoscenza dei progetti, a nostro avviso inutili, mentre quelli che dovrebbero essere realizzati (il nuovo
ospedale per esempio) passano in seconda e terza linea. Vogliamo evitare nuovi danni irreversibili nei nostri quartieri ed in tutta la città e spese assurde come la passerella per superare viale Italia o la fontana in Calata Paita o il raddrizzamento del molo Italia senza una ragione.

Rita Casagrande e Franco Arbasetti

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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