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"A Napoli la discontinuità di De Magistris ha convinto i cittadini, a Spezia?"

l'opinione
"A Napoli la discontinuità di De Magistris ha convinto i cittadini, a Spezia?"

- L’ennesima esternazione di Peracchini che ha paragonato Spezia pre-centrodestra a Napoli credo meriti qualche considerazione. Napoli, città che adoro, anche perché ne sono originario, è innegabile che abbia grandi criticità tra cui in un certo momento storico anche quella dei rifiuti fuori controllo. Napoli, come Peracchini saprà è, come Roma, Torino, Milano una grande città. Una città dove probabilmente un piccolo sindaco inadeguato e pasticcione finirebbe per affogare nel giro di poche settimane.
Molti napoletani, come tre anni fa molti spezzini, hanno ad un certo punto deciso di cambiare rotta politica rispetto al passato. Nel dopoguerra infatti Napoli, è bene ricordarlo, fu quasi sempre governata, tranne poche eccezioni, dalla Democrazia Cristiana che si alleò in più occasioni persino a signori come Achille Lauro che facevano parte dell’unione Monarchica che amministrò la città fosse una cosa sua. Sotto la Democrazia Cristiana (1973) Napoli conobbe anche la purtroppo ben nota epidemia di colera. L’era Bassolino e quindi della Sinistra inizia con l’elezione diretta dei sindaci nel 1993. Nel 2011 Napoli ha dunque scelto un uomo nuovo rispetto al passato che si chiama De Magistris. Una persona coraggiosa e non facile da gestire come i suoi passati in magistratura dimostrano. Ma uno capace, che quella discontinuità che i napoletani volevano vedere ha saputo realizzarla.

Discontinuità non vuol dire, e qui mi rivolgo a Peracchini, che tanto la citava in campagna elettorale, risolvere tutti i problemi di una città nel giro di un anno. Discontinuità vuol dire essere capaci di fare avvertire alla popolazione che qualcosa è cambiato e che si sta marciando verso la direzione giusta nel giro dei primi sei mesi del proprio mandato. Esattamente ciò che qui alla Spezia non è avvenuto. Come i nostri litigi avvenuti proprio in quei primi sei mesi sono li a dimostrare. Il risultato è che Napoli che ha ancora enormi problemi vede la maggioranza dei cittadini fiduciosa e vicina al proprio sindaco, come la sua riconferma dimostra; a Spezia invece, basta farsi un giro in centro o anche più semplicemente su Facebook, dove si incontrano cittadini scontenti che si lamentano per il buio, le buche, gli allagamenti, le bande teppistiche che prima agitavano le serate dei residenti in periferia e che oggi monopolizzano indisturbati anche il centro città.

Spezia è anche sommersa dai rifiuti, tanto per essere precisi, spesso mal conferiti da molti cittadini incivili, che restano impuniti perché i controlli latitano, per usare un eufemismo e solo il sacrificio degli operatori della Maris riesce a mitigare il parzialmente il problema. Spezia ha anche perduto alcuni esponenti della protesta passati con Peracchini a cui si è preferito dare una poltrona ambiziosa, invece che farli misurare, attraverso un assessorato, con i problemi che per anni, pur di criticare il Pd probabilmente anche per loro livori personali, avevano denunciato.

E anche questa scelta denuncia la non discontinuità con il passato della amministrazione Peracchini, più capace a distribuire poltrone, spesso a persone inadeguate, che a risolvere i problemi. Con Peracchini, in una città fuori controllo, in pratica si vedono meno vigili urbani, meno lampadine funzionanti, e le buche aumentano a vista d’occhio perché nessuno le ripara. Nel frattempo ovviamente anche i grandi problemi che da sempre affliggono Spezia sono rimasti. E’ infatti evidente che l’avere perduto la grande occasione di costruire finalmente il nuovo ospedale pur di rimanere allineati con le scelte sbagliate di Toti, il non aver avuto il coraggio di stabilire rapporti meno supini nei confronti di Marina Militare e Autorità Portuale, l’aver subito abdicato regalando Acam ad Iren, l’essersi fatti scavalcare da Enel, ancora una volta padrona di fare in città ciò che più desidera, senza trovare nell'amministrazione un interlocutore valido ma solo schierato per il No in modo dilettantesco, fanno il resto.

Peracchini in campagna elettorale aveva parlato poi, come va di moda fare oggi, anche di grandi opere e grandi sogni: Monesteroli, Spezialand, Piazze sospese e Piazze da riqualificare come quella del mercato, ma ad oggi tutti questi progetti sono risultati irrealizzabili o più cagione di guai che di speranze. Probabilmente non si farà nulla. E allora era meglio davvero cambiare almeno le lampadine bruciate e accontentarsi. Forse si sarebbero accontentati anche gli spezzini che in fondo sono brava gente. Altro che Napoli, sindaco…se lei lasciasse oggi, sarebbe se mai il sindaco di una città più simile alla Caporetto del 1917. Mi chiedo la giunta, come viva tutto questo. Mi chiedo se non sia arrivato il momento quanto meno di chiedere una verifica mettendo tutte le deleghe sul tavolo per provare almeno a ricomporre un quadro proponibile in grado di gestire la città per quanto rimane da governare. Fare qualcosa per la città, ma non qualcosa per farvi ricordare, ma se mai esattamente il contrario. Farla per farvi dimenticare con buona pace di chi come il sottoscritto vi ha pure votato.

Massimo Baldino Caratozzolo
(Consigliere comunale a disagio quando gira per la città)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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