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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 16 Agosto - ore 14.31

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"A Levanto case per i turisti, non per i residenti. Io sfrattato, aspetto una casa popolare"

`A Levanto case per i turisti, non per i residenti. Io sfrattato, aspetto una casa popolare`

- Gentile redazione,
l’emergenza abitativa nel Comune di Levanto è ormai arrivata ad un punto di non ritorno: a pagarne le peggiori conseguenze sono quei cittadini levantesi appartenenti alle fasce sociali più deboli non sono più in grado di accedere ad un alloggio come prima casa in affitto per residenti. A Levanto più di un centinaio di nuclei famigliari, molti dei quali colpiti da sfratti esecutivi, non riesce a trovare un alloggio in affitto, i pochi immobili disponibili per i residenti sono messi sul mercato a prezzi improponibili per le entrate di persone in difficoltà economiche. Si può senz’altro affermare che nel comune rivierasco il mercato degli affitti per la prima casa non esiste più da anni, ma andiamo con ordine cercando di analizzare il problema. A Levanto ci sono più di mille appartamenti che rimango vuoti per quasi tutto l’anno che vengono resi disponibili solo per affitti estivi a fini turistici. E ormai chiaro che la ricaduta più negativa dello sviluppo turistico sia stata quella di aver completamente distrutto il mercato immobiliare, anche quello delle compravendite, ormai a Levanto centro si vendono appartamenti anche a più di 8 mila euro al metro quadro, prezzi da capogiro per case, tra l’altro, non all’altezza della cifra richiesta, per rendersene conto basta andare sui portali specializzati.

Ormai si può parlare di vera e propria bolla immobiliare, che conferma come la sola e vera ricchezza ruoti attorno al patrimonio immobiliare e all’edilizia, tra l’altro in mano a poche ed agiate famiglie. L’impatto negativo del turismo è un problema reale: ne sanno qualcosa a Berlino dove a maggio entrerà in vigore la legge contro lo “Zweckentfremdung von Wohnraum”, ovvero contro l’uso non abitativo degli appartamenti. Il provvedimento è meglio noto come “anti case vacanza” e vuole garantire più appartamenti ad uso abitativo sul mercato, meno turisti e affitti più bassi. A Levanto servirebbe subito la costruzione di almeno una cinquantina di nuovi alloggi popolari per dare una casa alle altrettante famiglie in lista di attesa nelle apposite graduatorie, oltre che nel rimettere a posto quelli che rimangono sfitti. Ma servirebbe anche dividere in due appartamenti enormi attualmente abitati da persone singole. Come ovvio ci vogliono fondi pubblici che non ci sono, o meglio ci sarebbero ma sono spesi malissimo, sia da parte della Regione Liguria che dallo Stato.

Tra l’altro in Liguria la Corte dei Conti sta indagando sui 103 milioni spesi per acquistare in blocco alcuni immobili appartenuti alle Asl liguri. Un escamotage di finanza creativa attuato dell'amministrazione Burlando per coprire il buco aperto in bilancio alla voce Sanità che ha costretto ad Arte Liguria ad aprire un mutuo bancario che ha di fatto azzerato ogni tipo d’investimento per le case popolari per i Liguri in difficoltà. A livello locale c’è da segnalare anche il caso degli undici appartamenti rimasti invenduti e costruiti da Arte La Spezia a Montaretto, nel comune di Bonassola, operazione anche questa sotto la lente della Corte dei Conti. Con quei soldi, di fatto sprecati in un comune che vede ogni anno avere solo una persona che usufruisce del fondo di sostegno per gli affitti, segno che non è afflitto da emergenza abitativa, si sarebbe potuto risolvere la vera emergenza abitativa che invece esiste a Levanto. Tra l’altro da mesi Levanto sta aspettando di essere inserito nell’elenco dei comuni ad alta tensione abitativa. Inclusione che lo porterebbe, tra l‘altro, ad usufruire di canali extra per la costruzione di nuovi alloggi popolari e la ristrutturazione di quelli esistenti.

Ma al momento i big politici provinciali sembrano disinteressarsi del problema, primo fra tutti il Ministro della giustizia Andrea Orlando che pare eserciti la sua influenza politica a Levanto, che mi permetto di sollecitare a fare qualcosa con questo mio intervento. Altra cosa importante da fare è quella, adottata dal Comune di Genova, e quella della revisione dinamica delle graduatorie delle case popolari, che il neo sindaco di Levanto Agata si è impegnato a fare entro il prossimo settembre. Chi scrive ha subito uno sfratto e sta aspettando di entrare in una casa popolare. Ultimamente Levanto si è dotato del bilancio partecipativo, cioè la possibilità da parte dei cittadini di chiedere che i soldi del bilancio del Comune vengano destinati per risolvere dei problemi reali della cittadina. Va da se che il primo problema di Levanto è la garanzia di far trovare una prima casa alle fasce di cittadini levantesi più poveri. Mi fermo qui e spero di ricevere una risposta da parte del sindaco Ilario Agata, ma anche dal ministro Orlando.

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