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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 14.45

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"A Corniglia l'unico vero impianto di depurazione delle Cinque Terre"

Interessante mappatura degli scarichi in una lunga lettera aperta della Comunità Marinara delle Cinqueterre

"A Corniglia l'unico vero impianto di depurazione delle Cinque Terre"

- E’ venuto per le Cinque Terre il tempo di scelte lungimiranti, rispettose dell’ecosistema e dell’economia, tra queste quella legata alla depurazione e alla gestione dei sistemi di smaltimento dei liquami, riveste carattere di primaria importanza per la scrivente Comunità Marinara delle Cinqueterre, è fuori dubbio che “la qualità delle acque” risulti fondamentale per un sano ecosistema e vitale per l’uomo. Questa essenziale prerogativa dovrebbe trovare attuazione in ogni luogo ed in ogni sito, ma assume carattere ancor più significativo in una Area Marina Protetta quale quella delle Cinque Terre ed ancora più marcatamente in un comprensorio dove l'attività turistica legata alla qualità dell’ambiente e del mare rappresenta il vero volano di tutta l'economia locale, quindi una migliore qualità delle acque oltre a essere elemento qualificante e vitale per l’intero territorio risulta indispensabile per l'economia locale. È evidente che questi fattori siano imprescindibili tra loro, maggior qualità dell’ambiente corrisponde a puro ossigeno per l’economia e non solo locale. Fatta questa necessaria premessa, passiamo ad analizzare la fotografia rappresentante l’attuale situazione di come vengono smaltiti i liquami di scarico nelle Cinque terre.

Riomaggiore: l'impianto di trattamento risulta obsoleto ed del tipo a rimescolamento e sgrigliatura è posto al di sotto del piano di calpestio in zona San Nicola, la condotta di scarico anch'essa obsoleta è collocata al di sotto della diga posta di fronte alla marina di Riomaggiore è posizionata a circa 9/10 metri di profondità e dista dalla costa pochissimi metri (ricordiamo che le attuali normative in materia obbligano a posizionare gli scarichi ad almeno 20 metri di profondità e a 200 metri dalla costa), quindi la situazione è assolutamente al di fuori degli attuali parametri tecnici previsti dalle attuali normative in materia. Da anni si attende l'esecuzione da parte dell'ACAM dei lavori necessari al ripristino delle condizioni minime previste. Durante l'estate sì è verificata una alterazione nelle analisi di laboratorio che ha obbligato il comune ad emanare momentanea ordinanza di divieto di balneazione.

Manarola: sistema di trattamento liquami tramite rimescolamento e sgrigliatura, il macchinario è collocato subito al di sotto del piano stradale nei pressi della fine del ponte a copertura della via pedonale. Tale procedura produce ripetuti rilasci di miasmi che, quando si verificano ammorbano l’aria circostante e tutto ciò avviene in uno dei punti panoramici più frequentati delle Cinque terre. Una parte delle acque da trattare si mescolano da anni con le acque provenienti dall'adiacente canale, questi flussi finiscono in mare immediatamente a ridosso della costa e in una zona largamente frequentata da bagnanti. Capita inoltre, che a seguito di forti precipitazioni le reti dello sgrigliatore vengano intasate da materiale trascinato a mare dal vicino canale, originando episodi di sversamento sia sul sottostante molo che in mare. Le acque trattate vengono convogliate a mare tramite tubazione che scarica a circa 20 metri di profondità e a circa 70/80 metri dalla costa leggermente a ponente della punta della diga prospicente. Anche in questo caso l'attuale situazione non è conforme alle prescrizioni in materia. Si attende l’esecuzione dei lavori per il ripristino minimo delle condizioni previste dalle normative. Si evidenzia che nella scorsa primavera il tratto di mare in argomento è stato segnalato anche da Goletta Verde come tratto di mare fortemente inquinato.

Corniglia: di tutti gli impianti presenti nelle Cinqueterre, l'impianto in questione risulta di recente costruzione ed è un vero impianto di depurazione. Il sito è collocato al di sopra un terrapieno, posto sul lato sinistro della marina di Corniglia in località Santa Maria. La condotta di scarico a mare è ancorata alla parete rocciosa a cielo aperto senza essere adeguatamente protetta dal rischio di venire colpita da pietre o altri oggetti che potrebbero generare rotture. L'entrata a mare della condotta di scarico è spesso soggetta a causa dei forti marosi a frequenti rotture con inevitabile fuori uscita dei liquami a ridosso della costa. La condotta scarica a circa 18/20 metri di profondità e dista dalla linea di costa 70/80 metri.

Vernazza: il sistema utilizzato per il trattamento dei liquami avviene tramite rimescolamento e sgrigliatura i macchinari sono posti al di sotto del piano stradale nella zona antistante il passaggio che conduce alla spiaggia alluvionale. La condotta di scarico si trova a circa 12 metri di profondità e a 50 metri dalla linea di costa proprio di fronte alla spiaggia alluvionale frequentatissima dai bagnanti, evidenziamo che anche questa situazione totalmente al di fuori dalle attuali normative, si sta protraendo da parecchi anni.

Monterosso: impianto a rimescolatori e sgrigliatura, i macchinari sono interrati e collocati nella zona del Gigante, i liquami provenienti dalle altre zone del paese raggiungono la zona di lavorazione (sita nella vicinanze del Gigante) tramite un sistema di pompe. Lo condotta di scarico scarica a mare a circa 980 metri dalla linea di costa (davanti alla stazione ferroviaria) nel golfetto di Monterosso, a circa 36 metri di profondità. Si evidenzia che Goletta Verde durante la scorsa primavera, ha evidenziato alcuni problemi nel tratto di mare davanti al centro storico, ragione per la quale ha ritenuto di attribuire la segnalazione di tratto di mare inquinato. Paradossalmente circa 30 anni fa a Monterosso era attivo un’efficiente depuratore.

Preso atto che tutti gli impianti di trattamento liquami presenti nelle Cinqueterre (tranne Corniglia) alla fine dei loro cicli di lavorazione smaltiscono a mare il prodotto iniziale seppur a termini di normative debitamente frantumato e polverizzato, non possiamo però esimerci dall'evidenziare che tale prodotto finale seppur ripetiamo debitamente polverizzato non può essere assimilato in termini di depurazione al prodotto finale derivante invece da veri impianti di depurazione, inoltre occorre purtroppo rilevare i disagi derivanti dalle frequenti rotture, sia delle tubazioni che dai malfunzionamenti dei macchinari perché obsoleti e spesso collocati in zone ampiamente frequentate. Il materiale secco residuo delle operazioni di rimescolamento e sgrigliatura dovrebbe essere periodicamente raccolto e allontanato dai siti lavorativi, ci chiediamo è Vi chiediamo la tracciabilità di dove questo materiale venga smaltito. Inoltre i paesi delle Cinque Terre essendo ubicati a brevissima distanza tra loro, secondo le correnti marine, si inviano e si inter scambiano a vicenda i liquami non adeguatamente trattati creando ulteriori problematiche alla qualità delle acque di ogni singolo paese.

Apposito e specifico ragionamento andrebbe intrapreso per lo smaltimento delle acque bianche, ciò in relazione all’utilizzo di detersivi e sostanze non biodegradabili. Infatti se è giusto incentivare l’utilizzo di prodotti biodegradabili, non possiamo al contempo ignorare che in moltissimi casi i produttori di elettrodomestici ecc. suggeriscono ai propri clienti per un migliore funzionamento, l'utilizzo di determinati prodotti tradizionali non biodegradabili. Inoltre bisogna prendere atto che sia i macchinari di massima classe energetica che i detersivi biodegradabili hanno costi di acquisto maggiore. Nello specifico, occorrerebbe che la comunità intera, i costruttori di elettrodomestici e le ditte che commercializzano prodotti non biodegradabili, tutti assieme compiano un salto culturale, magari anche allettati da incentivi o altre forme attrattive, opportunamente messe in campo dalle Amministrazioni Pubbliche, Ente Parco, Comuni ecc.

Stante la situazione di cui sopra e tenuto di conto delle assicurazioni in materia ricevute dal Presidente f.f. del Parco in merito alla esecuzione a breve termine di alcuni lavori di adeguamento alle normative vigenti, che ancorché realizzate non permetterebbero comunque alle Cinqueterre di compiere il salto di qualità da tutti atteso e auspicato. Pertanto la scrivente Comunità Marinara delle Cinqueterre, ritiene che il nostro mare ed il nostro territorio meritino più attenzione e rispetto, che potranno essere raggiunti solo con scelte impegnative e lungimiranti, siamo fortemente convinti che le Cinqueterre non debbano sempre e solo accontentarsi di una situazione che seppure rientrante nelle attuali normative risulti non virtuosa ed in costante e precario equilibrio, a totale scapito dell’uomo e dell’ecosistema.
Constatato che per caratteristiche morfologiche del nostro territorio non risulta oggettivamente possibile realizzare impianto/i di vera depurazione, facciamo nostre le parole entusiastiche pronunciate dal Ministro dell’Ambiente Galletti in occasione della inaugurazione del depuratore della vicina Levanto e nella speranza che eguali parole vengano spese per le Cinqueterre, avanziamo la proposta di iniziare sin da subito gli studi preliminari che consentano di allacciare gli scarichi di tutte le Cinqueterre al depuratore di Levanto preso atto che lo stesso è stato realizzato per servire 43.000 utenze e al momento risulta largamente sottoutilizzato e nel merito ci permettiamo di suggerire, se possibile, una risolutiva conduttura sottomarina che dalle Cinque Terre porti gli scarichi fognari nel depuratore di Levanto. Nel caso in cui il numero di utenze dovesse risultare maggiore alla portata del depuratore, chiediamo che a tale sistema vengano quanto meno allacciate le utenze dei due paesi più vicini, quindi di Vernazza e Monterosso.
L’attuale tecnologia permette questo e molto di più, le somme necessarie agli studi preliminari ed eventualmente alla realizzazione dei lavori non dovrebbero rappresentare un problema visti gli ingenti guadagni che le Cinqueterre producono.

Per i motivi di cui sopra, la presente sarà inoltrata anche all'A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale) che rappresenta il territorio sul quale occorre organizzare il servizio idrico integrato. Tale organismo è stato istituito con legge regionale del 1 febbraio 2014. Tramite questa legge, sono stati individuati n° 5 A.T.O. in tutta la regione uno per ogni Provincia, quello che riguarda il nostro territorio prende il nome di A.T.O. Idrico est per la provincia di La Spezia e ne fanno parte 26 comuni, tra questi quelli delle Cinque Terre, questo organismo in sintesi ha il compito di: assumere la titolarità dell'esercizio dai comuni, definire il “piano d'ambito” (programma degli interventi, piano economico-finanziario e degli investimenti, modello organizzativo e piano delle tariffe), controllare che il gestore (nel nostro caso ACAM) realizzi il piano d'ambito, controllare il livello del servizio, esercitare attività di supporto al consumatore.

In sostanza l’A.T.O. l'organo che ha assorbito dai comuni compiti e responsabilità relativamente al ciclo dell'acqua, ed al contempo programma gestione ed investimenti e ne verifica l'attuazione, decidendone le tariffe. Pertanto chiediamo espressamente all’imminente e prossimo nuovo presidente dell'A.T.O. di promuovere e mettere sin da subito in campo tutte quelle iniziative necessarie affinché anche le Cinqueterre possano quanto prima garantire ai residenti, agli ospiti e soprattutto all'ambiente una certa è ineccepibile qualità delle acque del proprio mare.
Contemporaneamente invece chiediamo ai precedenti presidenti dell’A.T.O. e specie al presidente uscente (...) il quale essendo stato in carica per circa due anni e che ben conosce le Cinqueterre, come mai non abbiano sentito il dovere di quanto meno iniziare un percorso risolutore del problema, se non altro per giustificare la voce presente nelle onerose bollette ACAM che citano testualmente: “Utenza servita da impianto di depurazione attivo“. Non è più tempo di accontentarsi è arrivato il tempo delle scelte definitive e lungimiranti seppur impegnative e onerose.

Il presidente Roberto Benvenuto
Il vicepresidente Stefano Menini

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