Wikileaks travolge anche il Maghreb
- Il tunisino Ben Ali ‘mafioso’, i servizi algerini ‘incapaci contro il terrorismo’, il Marocco istituzionalmente corrotto, la Mauritania in balia dei terroristi e la Libia guidata da un capriccioso Gheddafi. E poi accuse e sospetti reciproci sul nodo spinoso del Sahara occidentale e sulla lotta ad Al Qaida per il Maghreb islamico.
La tempesta Wikileaks non travolge soltanto i potenti d’occidente ma fa tremare un po’ tutto il mondo arabo. Maghreb compreso. E semina veleno in una regione storicamente divisa proprio per la questione saharaoui, bloccata ormai da oltre 35 anni.
Le tensioni legate all’ex colonia spagnola, annessa dal Marocco subito dopo l’indipendenza, sono l’oggetto di numerosi cablogrammi statunitensi.
Una soluzione appare remota, le richieste delle parti in conflitto lontane. Il sospetto domina i rapporti tra Algeri e Rabat.
Re Mohamed VI ‘’non e’ aperto e manca d’esperienza’’, dichiara il presidente algerino Abdelaziz Bouteflika ad un diplomatico americano nel 2008, sottolineando che un dialogo tra lui e il re e’ impossibile. Denunciando il piano d’autonomia proposto ai saharaoui da Rabat, Bouteflika dice di comprendere che i marocchini si sentano minacciata dalla prospettiva di un Sahara Occidentale indipendente. Ma sono proprio loro ‘’i responsabili della situazione’’, incalza, potevano avera un approccio ‘’elegante’’ e accettare un’indipendenza del Sahara che avrebbero potuto ‘’controllare’’ o ‘’supervisioanre’’. ‘’Se non fossero stati cosi’ maldestri, avrebbero potuto ottenere quello che volevano’’, conclude Bouteflika che accusa la Francia di ‘’non aver mai accettato l’indipendenza dell’Algeria’’ e voler regolare i conti appoggiando il Marocco per il Sahara Occidentale.
Un appoggio, si legge in un altro messaggio del 2008 rivelato da Wikileaks, che i marocchini avrebbero chiesto a Sarkozy di tenere nascosto, agendo in modo discreto.
Per parte sua Rabat, definisce il potere algerino ‘’ancora nelle mani di generali dogmatici’’, ‘’pietrificati’’ all’idea di un piano d’autonomia.
A complicare la situazione maghrebina, un ulteriore cablo che questa volta diffonde commenti del presidente Ben Ali.
Per il capo di Stato tunisino, e’ Algeri la ‘’responsabile dell’attuale vicolo cieco’’ in cui si trova la questione del Sahara Occidentale. Il problema ‘’non potra’ essere risolto dal Consiglio di sicurezza dell’Onu’’ , dice Ben Ali in una conversazione del 2008 con il segretario di Stato americano David Welch.
Nel dispaccio Welch afferma che gli algerini ‘’dovranno accettare l’idea che nel Sahara Occidentale non ci sara’ mai uno stato indipendente’’.
Dopo i gia’ noti vizi e capricci del leader libico Gheddaffi, Assange non ha risparmiato nemmeno la Tunisia. Per i diplomatici USA, e’ un "regime sclerotico e corrotto" in balia della famiglia "quasi-mafiosa" dell'eterno presidente Ben Ali.
Giovedì 9 dicembre 2010 alle 13:15:57
LAURA DE SANTI
© RIPRODUZIONE RISERVATA