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Vento di guerra

- L’attacco è imminente. Tra poche ore i caccia francesi ma forse anche britannici e di altri paesi potrebbero dare il via ad un’operazione militare senza precedenti in Libia. Un’ operazione voluta con insistenza in particolare da Sarkozy. Forse per rifarsi un’immagine internazionale dopo le gaffe tunisine, commenta la stampa francese, ma anche per mettere le mani su un paese storicamente nell'orbita italiana. Insieme a Parigi, Gran Bretagna e Stati Uniti, ma anche Bosnia, Gabon, Nigeria, Sudafrica, Portogallo, Colombia e Libano, hanno detto si in nottata alla nuova Risoluzione Onu (1973) che autorizza l’imposizione di una no fly zone sui cieli libici e l’utilizzo di ’"ogni mezzo per proteggere i civili". Tra i grandi astenuti Russia, Cina, e Germania.
Di fatto si è aperta la strada ad un intervento militare internazionale in Libia, soltanto una forza di occupazione e’ stata esclusa dal Palazzo di Vetro. La guerra potrebbe sbarcare nel Mediterraneo con effetti inaspettati, come da sempre imprevedibili sono le azioni di Muammar Gheddafi. Il colonnello, alla guida del paese maghrebino da oltre 40 anni, ha gia
lanciato le sue minacce. Un intervento internazionale, ha detto il ministro della difesa a Tripoli, potrebbe mettere a rischio navi e aerei, militari e civili nel Mediterraneo.
"Non abbiamo paura’", ha detto il delfino di Gheddafi, Seif El Islam, "non avremo paura. Non aiuterete la gente se bombarderete la Libia per uccidere i libici. Voi distruggete il nostro paese. Nessuno è contento di questo". Anche l’Italia darà il suo contributo. "Non ci sottrarremo ai nostri doveri’", ha sempre detto il ministro La Russa. Forse non sara’ con i nostri caccia, ma l’uso delle basi italiane sembra fuori discussione.
Intanto, le forze fedeli a Gheddafi, continuano a combattere. Ad un mese dall’inizio della "Rivoluzione del 17 febbraio", gli insorti sono circondati.
Bengasi, cuore della rivolta, e’ in festa dopo la decisione dell Onu ma le truppe governative sono alle porte. Nuovi bombardamenti sono avvenuti anche in mattinata a Misurata, ultimo baluardo dei ribelli nell’ovest. Saranno decisive le prossime ore per capire se il colonnello decidera di far tacere le armi evitando cosi’ un’azione internazionale, o se sfiderà ancora
una volta il mondo intero mettendo a rischio non soltanto la Libia ma tutta l’area.

Sabato 19 marzo 2011 alle 14:50:18
LAURA DE SANTI
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