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Profumo di menta - Tutto esaurito per i ristoranti della 'Rahma'

- Manca poco all’Iftar, il pasto che rompe il digiuno del Ramadan, e come ogni sera dall’inizio di questo mese sacro dell’Islam, decine di persone si accalcano davanti al Ristorante della ‘Rahma’, della ‘Solidarieta’ in arabo, nel cuore di Bab El Oued.
Il tramonto e’ vicino e il sole d’agosto che per tutta la giornata non ha dato tregua rendendo ancor piu’ difficile l’astinenza da cibo e acqua, colora di rosso i palazzi bianchi di uno dei quartieri piu’ popolari di Algeri. Quartiere povero e ribelle, fulcro delle grandi rivolte del 1988 e dominio incontrastato del Fronte islamico di salvezza negli anni ’90, e’ stato colpito nel 2003 da un’ alluvione che fece centinaia di vittime.
Sul lungomare, le poche persone ancora in strada si affrettano per raggiungere la moschea in tempo per la preghiera del tramonto che precede il tanto atteso Iftar.
Amina aspetta impaziente che il ristorante apra i battenti. Ogni giorno si apposta con largo anticipo vicino all’ingresso, sicura cosi’ di trovare sempre un posto in uno dei lunghi tavoli allestiti per l’occasione nella sala comunale.
In tanti come lei, giovane senza fissa dimora ripudiata dal marito ormai tre anni fa, attendono il segnale di uno dei volontari della Mezzaluna Rossa – corrispettivo della Croce Rossa nel mondo arabo - che ad ogni Ramadan, allestisce in tutto il paese almeno 200 ristoranti.
Altri 500 ‘Meidat Rahma’ vengono organizzati dal Ministero della solidarieta’ e dalle piu’ importanti societa’ algerine per garantire a tutti un pasto dignitoso durante il mese sacro.
Nel Ramadan del 2009, circa 5 milioni di pasti sono stati distribuiti in tutto il paese maghrebino. Un numero in continua crescita, campanello d’allarme di una poverta’ in aumento nonostante le entrate stellari derivanti dalle esportazioni di gas e petrolio.
‘’Vengono persone di tutti i tipi’’, ci spiega uno dei volontari, ‘’donne sole, ma anche studenti, senzatetto, lavoratori di passaggio e sempre piu’ famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese’’. ‘’Facciamo di tutto per farli sentire come dei clienti’’, aggiunge sorridendo ‘’e non dei bisognosi’’.
Anche il menu’, preparato da cuochi professionisti, non ha nulla da invidiare a quello di qualsiasi Iftar, o F’tour, come viene chiamato nel Maghreb. C’e’ l’immancabile zuppa, la ‘Chorba, poi i bourek, verdure con carne, yogurt, datteri e limonata.
Sono le 19 e 30 e con l’ ‘Allah akbar’’, il richiamo alla preghiera diffuso dai potenti megafoni di une delle tante mosche del quartiere, si puo’ prendere posto a tavola.. Le strade si svuotano. Almeno per mezz’ora la citta’ sara’ avvolta da un silenzio surreale. Soltanto il tintinnio di piatti e cucchiai risuona da qualche finestra.
In un attimo vengono servite fumanti ciotole di zuppa. ‘’Faccio le pulizie’’, dice un'altra ragazza avvolta nel suo foulard dai colori del mare, intenta ad imboccare il piu’ piccolo dei suoi due bambini. ‘’Guadagno circa 5 mila dinari al mese (50 euro) e riesco appena a comprare pane, patate e le cose per la scuola per i bambini. Durante il Ramadan veniamo qui, cosi’ possiamo mangiare anche un po’ di carne e perfino un dolce’’.
Questa sera e’ al ‘Meidat Rahma’ di Bab El Oued e’ tutto esaurito. Circa 250 persone riempiono la sala e c’e’ gia’ chi e’ in coda per il secondo turno.
Mercoledì 1 settembre 2010 alle 14:37:14
LAURA DE SANTI
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