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Profumo di menta - Torna la violenza nel Sahara occidentale

- Una trentina di morti, piu’ di 700 feriti e 150 scomparsi.
Continua ad aggravarsi di ora in ora il bilancio dell’assalto compiuto lunedi’ dall’esercito marocchino contro un accampamento saharaoui nei pressi di Laayoune, nella parte del Sahara occidentale occupata dal Marocco.
Mentre gli indipendentisti del Fronte Polisario parlano di 19 morti e 723 feriti tra i civili saharaoui, Rabat denuncia la perdita di 11 agenti marocchini.
Dati lontani e impossibili da verificare. Come lontane restano le posizioni delle due parti che ormai da 35 anni continuano a contendersi l’ex colonia spagnola. Un lembo di sabbia, al confine con Algeria e Mauritania, annesso da Rabat subito dopo la sua indipendenza nel 1975.
Posizioni che appaiono inconciliabili. Gli ennesimi negoziati avviati sotto l’egida delle Nazioni Unite proprio nel giorno dell’assalto marocchino, si sono chiusi ancora una volta con un nulla di fatto. Il Polisario continua a battersi per l’organizzazione di quel referendum per l’autodeterminazione promesso dall’Onu piu’ di 20 anni fa. Quando, dopo 16 anni di guerra, nel 1998 venne siglato un cessate il fuoco, ancora in vigore sotto l’occhio dei caschi blu della Minurso, la missione dell’Onu per il Sahara occidentale.
Un referendum che Rabat non e’ disposto a concedere. Il regno di Mohamed VI, propone un piano per l’autonomia ma non vuole perdere il controllo sulla regione ricca di risorse minerare ed energetiche bagnata da uno dei mari piu’ pescosi della sponda sud del Mediterraneo.
Dopo l’azione di forza di lunedi’, e’ scattata a Laayoune ‘’una vera e proprio caccia al saharaoui’’. La citta e’ sotto assedio, dicono responsabili della Rasd. La repubblica araba saharaoui democratica, proclamata nel 1976 e oggi riconosciuta da una novantina di paesi, ma de nessuno stato occidentale.
Impossibile per la stampa internazionale entrare nella zona. A una ''decina di corrispondenti stranieri'', ha denunciato Reporters sans frontieres, ''e' stato impedito a Casablanca di imbarcarsi per Laayoune con la compagnia di bandiera Royal Air Marocco''. ''La stampa internazionale che si interessa alla questione del Sahara Occidentale e' nel mirino delle autorita' marocchine'', continua l'organizzazione internazionale, sottolineando che ''il Marocco, in possesso di un stato avanzato con l'UE, non puo' impedire l'accesso all'informazione''. Una denuncia che arriva anche dal Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ) che si dice ''allarmato per il clima di crescente ostilita' del Marocco verso i giornalisti spagnoli''. Secondo CPJ, due giornalisti spagnoli e uno americano, sono stati aggrediti nei giorni scorsi a Casablanca.
Giovedì 11 novembre 2010 alle 14:44:30
LAURA DE SANTI
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Saharaoui Archivio Cds




























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