Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Maggio - ore 19.09
User:
Password:
Registrati


0187 1852605
0187 1852515
SMS 339 99415252
       (keyword cds )




Profumo di menta - Non si ferma la lotta per i "desaparecidos" algerini

- Tutti, o quasi, quando sentono il termine ‘desaparecidos’ pensano immediatamente all’America Latina. In pochi, anzi, forse quasi nessuno, sanno che a pochi passi da noi, lungo la sponda sud del Mediterraneo, migliaia di persone sono scomparse durante il decennio nero della guerra civile in Algeria.
Tra le 10 e 15 mila persone, sparite nel nulla dopo essere state prelevate dai gruppi armati di matrice islamica e dalle forze di sicurezza.
Una ferita ancora aperta in un paese insanguinato dalle violenze esplose, nel 1992, dopo l’annullamento da parte dei militari delle elezioni vinte dal Fronte islamico per la salvezza (FIS). Violenze senza fine che, ad oggi, hanno fatto circa 200 mila morti.
Un vuoto incolmabile per le mogli, le madri e le sorelle degli scomparsi che continuano a battersi contro ‘’l’impunita’ e l’oblio’’. Donne che non si arrendono e continuano a reclamare ‘’giustizia e verita’’’ sulla sorte dei loro famigliari.
Una lotta interminabile, ignorata e in molti caso osteggiata dalle autorita’, resa ancora piu’ difficile dalla Charta per la pace e la Riconciliazione.
Introdotta nel 2006 dal presidente Abdelaziz Bouteflika, la Charta prevede misure d’amnistia per i combattenti disposti a deporre le armi e risarcimenti per le vittime del terrorismo ma, secondo SOS Disparus e le altre associazioni delle famiglie delle vittime, ‘’tenta di cancellare con un colpo di spugna gli anni piu’ neri dell’Algeria, mette sulle stesso piano vittime e carnefici ufficializzando l’impunita’’’.
Tra i punti più controversi della Riconciliazione c'è il divieto, pena il carcere, ''di nuocere alle istituzioni della Repubblica, indebolire lo Stato, infangare l'onore dei suoi agenti che l'hanno degnamente servito, offuscare l'immagine dell'Algeria sul piano internazionale''.
Inoltre, secondo Sos Disparus, le autorità hanno previsto dei risarcimenti per le famiglie delle vittime, che devono però ''dichiarare la morte degli scomparsi’’.
Un duro colpo per le famiglie dei desaparecidos che, da dodici anni a questa parte, tutti i mercoledi’, manifestano davanti alla Commissione nazionale per i diritti dell’uomo (Cncppdh)..
Un sit-in che nelle ultime settimane e’ stato impedito dalle forze di sicurezza.
"Un atto simbolico di resistenza’", dicono i parenti delle vittime, ''per ricordare che migliaia di scomparsi algerini non sono stati ritrovati e che i loro familiari vivono quotidianamente l'insopportabile assenza inspiegata di un figlio, di un genitore, di una persona cara, nell'indifferenza delle autorità''.
''Chi dobbiamo perdonare? Con chi ci dobbiamo riconciliare?'', si chiede Fatma Yous, di SOS Disaparus. ''Vogliamo soltanto la verita', se sono morti, ce lo dimostrino e ci permettano di seppellire i nostri famigliari. Noi continueremo a batterci per loro, siamo convinti che siano ancora in vita, detenuti segretamente''.
Giovedì 9 settembre 2010 alle 16:22:22
LAURA DE SANTI
© RIPRODUZIONE RISERVATA
laghouat Archivio Cds




























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale di La Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Matteo Cantile, Benedetto Marchese.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco e Paolo Carafa. Fotografi: Giovanni Bocca, Stefano Stradini.
Contatta la redazione.

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

© Gruppo Editoriale Ligure S.p.A. - P.IVA 01289010116