Profumo di menta - Milioni di musulmani in viaggio per la Mecca
- Si preparano alla partenza i musulmani di tutto il mondo. Tra i 2 e 3 milioni di persone in arrivo dai quattro angoli del pianeta, saranno nelle prossime settimane nei luoghi santi dell’Arabia Saudita, per il Grande Pellegrinaggio, Haj, in arabo.
Il pellegrinaggio alla Mecca, uno dei cinque pilastri dell’Islam, si svolge annualmente tra l'ottavo ed il tredicesimo giorno del Dhul Hijjah, il 12esimo mese del calendario lunare musulmano, che quest’ anno cadranno tra il 14 e il 18 novembre.
Un rito che ogni musulmano che ne abbia le possibilita’ fisiche ed economiche deve compiere almeno una volta nella vita.
I pellegrini intenzionati a partire vengono scelti con un vero e proprio sorteggio effettuato in base alla quota di ‘viaggiatori della fede’ assegnata ad ogni paese dal regno saudita: circa l’1% della popolazione musulmana, circa 3 mila persone per l’Italia.
Un viaggio costoso che mette a dura prova le tasche dei pellegrini spesso pronti ad indebitarsi per raccogliere il denaro necessario. Se le agenzie italiane abilitate chiedono per le due settimane di pellegrinaggio all’incirca 3 mila euro, in altri paesi arabi si arriva perfino a 5 mila.
Un business miliardario che, secondo alcune stime, rappresenterebbe circa il 7% del pil dell’Arabia Saudita, pronta ad investire nei prossimi 10 anni 125 miliardi di dollari per espandere le infrastrutture della Mecca e Medina. Lavori destinati anche ad evitare i gravi incidenti che negli anni si sono verificati nei luoghi santi. Nel 2006, piu’ di 350 persone sono morte calpestate durante uno dei rituali che si celebrano durante il pelegrinaggio.
L’Haj, infatti non consiste esclusivamente nella piu’ nota circoambulazione intorno alla ‘kabba’, il tempio cubico che secondo la tradizione musulmana fu costruito da Abramo, capostipite dei profeti che portarono sulla Terra l’Ebraismo, il Cristianesimo e l’Islam, e’ il rito princiaple.
Come recitano i dettami coranici, per non essere ‘’nullo'', deve comprendere l’ascesa al monte Arafat, o della Misericordia, dove il profeta Mohamed pronuncio’ il suo ultimo discorso, e l'arrivo nella valle di Mina, nel giorno dell'Aid El Kebir. Durante l’Aid, i musulmani di tutto il mondo sgozzano un montone per commemorare l'antico sacrificio di Abramo al quale Dio chiese di immolare il figlio Ismael, nel Corano, Isacco nella Genesi
Indossare gli abiti tradizionali, simbolo di purezza e uguaglianza davanti a Allah, costituisce il primo rituale. Gli uomini indossano l'ihram, il tradizionale abito bianco privo di cuciture e fatto di due pezzi di stoffa che cingono i fianchi e coprono una spalla traversalmente. Le donne, che non possono effettuare il pellegrinaggio sole ma devono essere accompagnate da un uomo, vestono anche esse di bianco con il capo coperto, ma senza nascondere il volto.
Tra gli altri rituali: la lapidazione di Satana, il lancio di piccole pietre nei punti dove il demonio appari’ ad Abramo, e la tappa alla fonte d’acqua fatta apparire da Allah per sfamare Isacco.
L’acqua, chiamata ‘Zamzam’, e’ oggi considerata sacra e ricca di proprieta’ benefiche.
Nessun pellegrino tornera’ a casa senza aver portato con se’ qualche litro della prezioso liquido da distruibuire ad amici e parenti.
"Chi esegue al-Hajj e si astiene dall' oscenità e dal libertinaggio, si libera dei suoi peccati e ritorna candido come il giorno della nascita."
Venerdì 29 ottobre 2010 alle 11:00:23
LAURA DE SANTI
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