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Profumo di menta - Il giardino di Tarzan nel cuore di Algeri

- Ha ispirato Camus e Renoir. Ha accolto nei suoi viali ombreggiati Karl Marx che, come racconta in alcune lettere inviate all'amico Engels, nel 1882 approfitto' del clima dolce della capitale maghrebina per curare la sua bronchite. Sotto alle sue arcate di platani passeggio’ Napoleone III.
Il ‘Jardin d’Essai’, nel cuore di Algeri, e’ il piu’ grande giardino botanico del continente africano. Chiuso per quasi 20 anni, anche per motivi di sicurezza legati alla guerra civile che travolge il paese dopo l’annullamento nelle elezioni vinte dal Fronte islamico per la salvezza nel 1992, e’ stato riaperto pochi mesi fa.
Oggi e’ una delle tappe obbligate per quei turisti, ancora pochissimi, che vogliono avventurarsi alla scoperta di Algeri. Uno spazio di pace, nel caos della citta’ nordafricana, dove con l’arrivo della stagione fredda fanno tappa milioni di uccelli migratori in arrivo dall’Europa.
Un polmone verde cosi’ fitto e rigoglioso da essere stato scelto negli anni’30 come scenario per le riprese del primo Tarzan con Johnny Weissmuller.
Sono gli anni d'oro del Jardin che, nei suoi 80 ettari, riunisce oltre 8.000 specie di piante.
Dopo aranci, limoni e noccioli, vengono introdotti platani, draghi, banani e ficus, bambu' e canna da zucchero, e poi palme, bouganville, decine di piante tropicali, fiori e piante medicinali. Creato nel 1832 come ‘Pepiniere centrale du gouvernement' dell’appena nata colonia francese, raggiunge il suo massimo splendore nel 1842 con l'agronomo Auguste Henry.
La sua struttura, che resiste ancora oggi, e' stata ridisegnata nei primi anni del ‘900 dall'architetto francese Philiphe Regnier.
L’immenso parco e’ diviso in due aree. Si puo’ passeggiare nel giardino alla
francese, con i suoi grandi viali, le sue distese geometriche punteggiate da fontane, statue e specchi d'acqua, su cui si affaccia il Museo delle belle arti. La zona occidentale, ‘il giardino all’inglese’ e’ invece quella piu’ selvaggia, la famosa ‘giugla di Tarzan’.
Il ‘Jardin’, comprende anche il piu' antico zoo d'Africa, aperto nel 1900 e oggi in evidente stato di decadenza. Inoltre, sono presenti il Museo nazionale della natura e diverse istituzioni per le richerche agronomiche e ambientali. Migliaia di semi prezioni conservati nell’apposita ‘Banca’ costituiscono ancora oggi un patrimonio per i ricercatori.
Un patrimonio a rischio, stimano gli esperti, anche per la recente costruzione, a pochi passi dal parco, di una centrale per la dissalazione d’acqua marina che starebbe modificando il microclima della zona.
Venerdì 26 novembre 2010 alle 21:30:47
LAURA DE SANTI
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