Profumo di menta - Cervelli "Clandestini"
- Clandestini. Delinquenti e nella migliore delle ipotesi ladri di ‘nostri’ posti di lavori. Un immaginario, quello sui migranti che arrivano in Italia e in Europa, dall’Africa e da tutto il mondo, difficile da scalfire.
E nessuno pensa alle migliaia di medici, informatici, ricercatori, insegnanti che ogni anno lasciano il loro paese alla ricerca di una vita migliore.
‘Cervelli in fuga’, come li chiamano. Che arricchiscono di professionalita’ e competenze l’Europa a discapito dei loro paesi.
Ogni anno, secondo stime Onu, 70 mila giovani specializzati lasciano il continente africano.
Soltanto dall’Algeria, sarebbero almeno 40 mila i ricercatori che tra il 1996 e il 2006, sono partiti alla volta dei paesi occidentali. Circa 7 mila, i medici algerini impiegati a vario titolo negli ospedali francesi, 2 mila soltanto a Parigi.
Stime lontane dalle realta’. E’ quasi impossibile infatti quantificare questa diaspora per la mancanza di dati ufficiali
Una scarsa offerta universitaria, possibilita’ di carriera e uno stipendio di 20-30 volte superiore a quello proposto nei paesi di origine, ma anche guerra e violazioni dei diritti umani, sono le motivazioni che spingono questi giovani studenti e professionisti ad emigrare.
Anche se secondo il cinico editorialista algerino Chawki Amari, chi lascia l'Algeria lo fa per altri motivi: ''si parte per un Paese senza vicini curiosi e senza caffe' con delle
sale riservate alle famiglie’’, scrive, ‘’si parte dall'Algeria dove mettere dei calzoncini per una ragazza, bere una birra per un ragazzo, guidare un camion per una madre o fare uno sciopero contro una pensione da fame per un nonno, vengono considerati una minaccia
per i valori nazionali''.
Secondo uno studio realizzato di recente dall’associazione delle universita’ europee, almeno dieci paesi africani regalano ogni anno piu’ del 40% della loro manodopera qualificata ai paesi occidentali. In testa Capo Verde con il 67%, seguito dal Gambia con il 53%.
Circa un ricercatore africano su due vive in Europa.
Ancora pochi e scarsamente mediatizzati, i programma destinati ad invertire questa tendenza e restituire all’ Africa i suoi cervelli.
In realta’, dicono gli esperti, gli Stati Uniti e il vecchio continente sono ben contenti di accogliere migranti specializzati spesso disposti ad accettare salari piu’ bassi e a colmare quelle carenze sempre piu’ presenti in occidente.
Solo un paio di esempi, si stima che entro il 2020 mancheranno negli USA circa 800 mila infermieri, mentre nella provincia canadese di Saskatchewan, oltre il 50% dei medici e’ stato formato all’estero. Circa 1530 medici della regione si sono diplomati in Africa del Sud.
Venerdì 8 ottobre 2010 alle 09:00:01
LAURA DE SANTI
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