Professione Reporter
di Laura De Santi
- Ancora una volta sono loro, i giornalisti, ad essere entrati nel mirino del regime impazzito di turno. L’Egitto oggi. Ma quante volte in Tunisia, Russia, Cina, Birmania ....un po’ ovunque.
Nascondere, imbavagliare, oscurare. Una vera e propria caccia ai giornalisti stranieri si e’ scatenata nelle ultime ore per le strade del Cairo.
Le telecamere devono essere spente. Non si devono mostrare al mondo le immagini atroci di quello che sta accadendo nella terra dei faraoni, dove ormai da due giorni violenti scontri sono esplosi tra i manifestanti anti moubarak e gli uomini del regime, scagliati ad arte contro la folla per diffondere il terrore.
Un giornalista delle televisione svedese è stato accoltellato alla gola ed è ferito in modo grave. Un turco e due greci sono stati picchiati selvaggiamente. E poi arresti.
Decine di arresti: tra gli inviati delle francesi TF1, France 2, France 24, M6, le Figaro ma anche CNN, Reuters, Washington post. Alcuni sono stati liberati poche ore dopo il loro fermo, altri come alcuni reporter brasiliani sono stati espulsi. La televisione satellitare, Al Jazeera, che nei primi giorni della protesta era riuscita a mostrare al mondo intero la nuova rivoluzione egiziana, e’ stata bloccata.
Uomini in borghese hanno dato vita a vere e proprie spedizioni negli hotel a caccia dello straniero, colpevole, secondo il regime, di voler scatenare il caos e far cadere l’anziano Rais.
Anche operatori umanitari, di Amnesty internationale e Human Rights Watch, tra cui Daniel Williams, marito della giornalista Lucia Annunziata, sono stati arrestati. Puntuale la condanna di Stati Uniti e di tutta la comunità internazionale.
Reporters sans frontieres ha denunciato "le violenze sistematiche e orchestrate contro la stampa" dai partigiani di Moubarak.
Ma è chiaro il monito del vicepresidente Suleiman, che si è detto ‘'rattristato per le offese che alcune emittenti satellitari di Paesi fratelli hanno arrecato all'Egitto''.
E’ impossibile lavorare. Sarà quasi impossibile raccontare oggi la protesta che, dopo la tradizionale preghiera del venerdì, dovrebbe culminare in nuove imponenti manifestazioni annunciate per il "giorno della partenza".
Molti giornalisti saranno costretti a restare barricati negli hotel, mentre c’è chi si prepara a lasciare il paese.
Venerdì 4 febbraio 2011 alle 09:55:40
LAURA DE SANTI
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