Ben Ali, addio
di Laura De Santi
- Addio Djerba. Addio Tozeur e Hammamet.
E’ andata in frantumi l’immagine da cartolina che la Tunisia aveva sapientemente costruito negli ultimi 20 anni. Fino ad oggi in pochi, in Italia, si erano accorti di quanto il paradiso turistico nascondesse in realtà uno dei regime più brutali del mondo. Impossibile per i turisti a passeggio nei vicoli della romantica Djerba o intenti a sormontare una duna a dorso di cammello, accorgersi che i tunisini erano ormai da tempo stati privati di ogni libertà. Oggi la rabbia e i morti sono sotto gli occhi di tutti e il sistema Ben Ali, che in 23 anni e cinque mandati, era riuscito ad annullare ogni opposizione paralizzando la stampa e mettendo a tacere ogni voce contraria, vacilla.
Il presidente settantacinquenne, baluardo agli occhi d’Europa, della lotta all’integralismo islamico, sta tentando in tutti i modi di correre ai ripari. Anche se dopo il discorso dai toni classici del regime, in cui ha parlato di ‘’atti terrorismo’’ e ‘’mano straniera’’ dietro alle proteste, la situazione gli e’ ormai sfuggita di mano. Mentre sul web si rincorrono le voci di un possibile golpe militare, l’ex generale ha rimosso il ministro dell’interno, ordinato la liberazione dei manifestanti arrestati nei giorni scorsi e l’abbassamento dei prezzi. Ha anche promesso sussidi ai diplomati disoccupati.
La valanga delle proteste pero’ sembra inarrestabile. Dal 17 dicembre, quando un giovane venditore ambulante si e’ suicidato appiccandosi il fuoco per protesta a Sidi Bouzid, la rivolta e’ arrivata fino a Tunisi. L’esercito e’ stato dispiegato anche nel centro della capitale, dove e’ stato decretato il coprifuoco notturno.
Incalcolabile il numero dei morti provocati dai proiettili delle forze di sicurezza che, in diverse località, hanno sparato sulla folla: almeno una sessantina, secondo fonti indipendenti, la meta’ per le autorita’. Kisserine, Thala, ma anche Tozeur, Biserta, Hammamet, Douz, Sfax. Scontri e manifestazioni sono in corso in quasi tutto il paese.
Quella che inizialmente era stata bollata come una ‘rivolta del pane’, animata principalmente dai giovani disoccupati, si e’ ormai trasformata in una rivoluzione politica. Tutta la societa’ e’ ormai scesa in piazza, spinta anche dalla rabbia per la feroce repressione. Ci sono avvocati, sindacati, artisti, studenti e giornalisti.
Secondo numerosi osservatori, e’ scoccata l’ultima ora per Ben Ali mentre si parla di una precipitosa fuga nei paesi del golfo, della moglie Leila Trabelsi.
Giovedì 13 gennaio 2011 alle 16:12:58
LAURA DE SANTI
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