Algeria, sarà la prossima?
- Chi sarà il prossimo? Esperti, ricercatori, giornalisti e intellettuali si sono lanciati in un vero e’ proprio toto rivoluzione. E azzardano teorie e paragoni, spesso tirati per i capelli, tra i paesi del mondo arabo.
Dopo Tunisia e Egitto, tensioni si registrano in diversi paesi dalla ‘stabilissima’ Libia, al reale Marocco, fino a Siria, Yemen, e Algeria.
In molti sono convinti che il paese maghrebino, guidato dal 1999 dal presidente Abdelaziz Bouteflika, sia il prossimo sulla lista.
Probabilmente, tutto dipenderà dalla manifestazione di sabato prossimo, 12 febbraio, definita anche dalla stampa algerina come il ‘giorno della svolta’.
Impossibile sapere quello che accadrà, in un paese ancora traumatizzato da quindici anni di violenze dei gruppi armati di matrice islamica. Una guerra civile scoppiata dopo l’ascesa dei movimenti islamici radicali all’indomani della rivolta dell’ottobre del 1988.
Il paese ha già dato, dicono in molti. Il Fronte islamico della salvezza (FIS) approfitto’ e cavalco’ l’ondata di proteste che travolse il paese. La popolazione ha paura. Il ricordo delle atrocita’ commesse negli anni ’90 è vivo. Il timore dell’integralismo e’ ancora forte.
Ma con gli occhi incollati alle televisioni satellitari, le uniche che portano informazioni in un paese dove la televisione resta nelle mani dello Stato, gli algerini guardano con orgoglio ai fratelli tunisini e egiziani.
Disoccupazione dilagante, corruzione, mancanza di speranza e futuro per i giovani, libertà ridotte, sono tutti mali presenti anche in Algeria. E allora, perché non anche noi? Si chiedono gli algerini. Dopo le proteste esplose in gennaio che hanno visto protagonisti soltanto i giovanissimi, intellettuali, partiti d’opposizione, artisti si sono mobilitati nelle ultime settimane. La classe media ha tentato di raccogliere il testimone della protesta.
Le autorità sono corse ai ripari: si ripetono annunci su misure contro la disoccupazione giovanile e per il controllo dei prezzi, finanziamenti milionari. Pochi giorni fa e’ arrivato anche l’annuncio di Bouteflika: dopo 19 anni, lo Stato d’emergenza sarà revocato "in un futuro molto vicino".
Ma non sembra bastare. Sabato, sarà il grande giorno di prova, per capire quanto gli algerini abbiano la forza e la voglia di una rivoluzione.
Giovedì 10 febbraio 2011 alle 15:27:49
LAURA DE SANTI
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