Algeria. La strage dei migranti
Di Laura De Santi
- Cresce di anno in anno il numero di migranti che perdono la vita nel Mediterraneo. Algerini, in molti casi giovanissimi, pronti a salpare su piccole imbarcazioni artigianali per raggiungere le coste italiane, spagnole…
Secondo il rapporto 2010 della Commissione nazionale per la promozione e protezione dei diritti dell’uomo (CNCPPDH, governativa), 29 corpi sono stati ripescati nel 2005, 73 nel 2006, 83 nel 2007, 102 nel 2008 e 117 nel 2009.
Cifre comunque lontane dalla realta’. Sono infatti ‘’centinaia’’, rivela il documento, le persone scomparse. Inoltre, almeno i due terzi dei corpi ripescati ‘’non sono stati identificati a causa del loro avanzato stato di decomposizione’’.
Centinaia di famiglie hanno perso le tracce dei figli e depositato avvisi di ricerca al Servizio per la ricostituzione dei legami famigliari (RLF) della Mezzaluna rossa algerina (CRA).
E se non e’ la morte, e’ l’arresto: secondo la legge entrata in vigore in Algeria nel 2009, i candidati all'immigrazione irregolare rischiano 6 mesi di carcere, mentre i 'passeur' fino a 20 anni.
Secondo la Commissione per i diritti umani, dal 2005 ad oggi la Guardia costiera algerina ha intercettato in mare quasi 8 mila migranti.
Le piccole imbarcazioni cariche all’inverosimile salpano da diverse regioni del paese maghrebino.
La costa occidentale, tra Orano, Mostaganem e Ain Temouchent e’ il punto di partenza per i migranti diretti in Spagna, mentre dall’est, dalle spiagge vicino ad Annaba e Skikda, a soli 130 km dalla Sardegna, salpano i viaggi verso l’Italia.
Lunedì 12 dicembre 2011 alle 16:49:21
LAURA DE SANTI
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