Al via il Ramadan, digiuno e notti di festa
- Sotto il sole cocente d’agosto ha preso il via per milioni di musulmani sparsi in tutto il mondo il Ramadan. Un mese sacro di digiuno e preghiera considerato uno dei cinque pilastri dell’Islam assieme alla professione di fede, la preghiera, la Zakat (elemosina) e il pellegrinaggio alla Mecca.
Ma se dall'alba al tramonto niente puo' attraversare la gola di chi pratica il digiuno, evitando perfino di lavarsi i denti o nuotare per il rischio di ingoiare dell'acqua, dopo il calare del sole ci si rifa’ abbondantemente del tempo perduto dando sfogo alle voglie accumulate durante una calda giornata di privazioni e concedendosi anche quelle delizie del palato considerate inaccessibili il resto dell'anno.
Ed e’ proprio durante la notte che anche Algeri si risveglia e fa festa. Se per tutto l'anno le strade si svuotano al tramonto, retaggio di un lungo coprifuoco imposto durante il periodo nero del terrorismo di matrice islamica, con il Ramadan la citta' si risveglia tra concerti, spettacoli, shopping e abbuffate.
''Bevete e mangiate fino a quell' ora dell'alba in cui potrete distinguere un filo bianco da un filo nero, poi digiunate fino alla notte'' dice il Corano, (II 'La sura della vacca' versetto
187). Cosi', dopo una calda giornata di torpore, e' con l'attesissimo 'Allah Akbar' (Allah e' grande), il richiamo alla preghiera del tramonto, che si apre, con l'iftar - il pasto che rompe il digiuno - un lungo banchetto notturno. Un banchetto che si interrompe solo a tarda ora per poi riprendere poco prima dell'alba con l'ultimo pasto concesso (lo S'our).
Dopo qualche dattero, distribuito anche nelle moschee, e' il momento della Chorba, la tipica zuppa algerina con le sue innumerevoli varianti regionali. Immancabili sulla tavola di ogni algerino doc il couscous e i bourek, i rotolini di pasta brick fritta farcita con ogni tipo di ingredienti dal formaggio alla carne, passando per patate, olive, menta, il tutto arrosato da litri di 'leben', il latte cagliato. E per concludere, le innumerevoli varianti di dolcetti solitamente a base di miele e mandorle, ma anche con pistacchi, noccioline, pasta sfoglia o semola, sempre accompagnati dal tradizionale te' alla menta. Vengono preparati ad ogni angolo da pasticcieri improvvisati che con fornelli alimentati da piccole bombole a gas cuociono e friggono senza sosta.
Le strade sono affollate, il traffico e’ in tilt: uscire durante il Ramadan e’ d’obbligo, anche per le donne.
E se le moschee sono al completo per la Tarawiha, la preghiera notturna che prevede la lettura integrale del Corano durante il mese sacro, lo stesso vale per i caffe', i concerti di musica orientale, e le khaima (tende berbere), adorate dagli 'algerois'.
Ultima moda per le notti festive del nono mese del calendario islamico, le khaima, vengono allestite dalla maggior parte degli Hotel e dei locali notturni della capitale maghrebina.
Si scatena una vera e propria gara nell’organizzare la Khaima piu’ originale spesso invitando ospiti illustri, dai cantanti ‘Rai’, genere popolare algerino nato negli anni ’70, ai gruppi ‘Gnawa’, fino ai Dj di musica occidentale o i semplici karaoke, di cui gli algerini vanno pazzi.
Adagiati su sgargianti cuscini e tappeti da ‘Mille e una notte’, gustando un tè alla menta e della Shisha (tabacco alla mela o al limone) fumata nei tradizionali narghilè (ormai a volte fabbricati in Cina), si aspetta l’alba. E dopo un’ultima grande abbuffata, ci si prepara per una nuova lunga giornata di privazioni.
Giovedì 12 agosto 2010 alle 10:36:35
LAURA DE SANTI
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