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Ponte di Albiano, Giorgi: "Tempi certi e coinvolgimento della sponda spezzina"

"Prima di tutto la messa in sicurezza"

Lunigiana - "Ieri si è aperta la conferenza dei servizi per l’emergenza dopo il crollo del ponte di Albiano Magra. Pur essendo un territorio di un’altra regione il coinvolgimento dell’area spezzina è inevitabile, forse ancor più di quella toscana. Sarà Anas il soggetto attuatore per gli interventi di ricostruzione del ponte, crollato l’8 aprile scorso, lo ha stabilito in un’ordinanza che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, e serviranno altri 4 mesi per costruire le rampe d'accesso all'A15. Speriamo bene!". Così Giulia Giorgi, esponente della Lega e probabile candidata al consiglio regionale alle prossime elezioni, interviene nel dibattito che riguarda la ricostruzione del ponte.

"Non voglio mettere le mani avanti, ma credo sia necessario vengano garantiti in modo chiaro e trasparente le tempistiche per questo primo intervento. Non possiamo arrivare a dicembre e non avere avuto prima la certezza che quelle rampe di accesso, per poter bypassare il ponte crollato attraverso l’autostrada, siano pronte e funzionanti.
Ritengo sia indispensabile che in questo periodo la Regione Toscana garantisca così una comunicazione costante, passo passo, anche agli Enti Locali spezzini, in modo da avere chiarezza di cosa avviene e di come procede l’iter dei lavori. Lo stesso mi attendo da Anas.
Ma questo è solo un aspetto del problema. L’urgenza, dove però non vediamo azioni come se non fosse una preoccupazione della Giunta regionale toscana, forse perché il fiume dopo il ponte entra in Liguria, è la messa in sicurezza. L’estate non è eterna, arriveranno le piogge, e quel ponte è una diga pericolosa per tutto quello che vi è a valle. Serve che già si metta in atto qualcosa per non dover poi affrontare una condizione di pericolo.
I timori che il tempo passi veloce senza interventi - prosegue Giorgi, assessore comunale alla Spezia - ci sono tutti, Governo e Regione Toscana non mi danno da sperare molto in positivo. In un paese normale il giorno dopo il crollo sarebbe stato subito nominato il commissario, nel giro di una settimana avrebbero cominciato i lavori delle rampe autostradali e l’intervento di messa in sicurezza, il tutto con il fiume che ora consente di lavorare. Invece il decreto di nomina del commissario per la ricostruzione è rimasto per due mesi alle commissioni parlamentari, settimane all’esame della Corte dei conti e poi quindici giorni in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Vedremo ora come si muoveranno, di certo ci faremo l’autunno in emergenza", conclude.

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