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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 22.40

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Continua il sogno Lunezia, strategico il raddoppio della Pontremolese

L'associazione omonima mette nero su bianco una serie di punti su cui dar politicamente battaglia. Con un rammarico: "Nel contratto dell'attuale governo non si parla di riordino istituzionale".

Un simbolo...autostradale
Continua il sogno Lunezia, strategico il raddoppio della Pontremolese

Lunigiana - Il sogno Lunezia non tramonta. Anzi, c'è chi, come l'associazione culturale che porta il nome della vagheggiata regione emiliano lunense, questa battaglia vuole proprio continuare a portarla avanti. L'altra sera il sodalizio, presieduto da Rodolfo Marchini, si è riunito a Pontremoli, con la presenza del 'padrone di casa', il sindaco Lucia Baracchini, nonché del primo cittadino di Maissana Egidio Banti. E oggi il confronto è andato avanti nell'ambito di un pranzo a Careola di Pontremoli. Presenti, tra i tanti, il sindaco Banti e il professor Giuseppe Benelli, presidente dell'Accademia Capellini. Anche alla luce del relativamente recente insediamento governo gialloverde, l'associazione ha messo nero su bianco una serie di direttrici sulle quali rilanciare la partita per la nascita della nuova regione.

L'associazione rileva nel concetto di “governo del cambiamento” degli aspetti positivi, ma ne individua uno assai problematico: “Nel contratto di governo non è presente il riordino istituzionale”. Si ritiene poi necessario “adattare il percorso al nuovo contesto di un'epoca post-ideologica, ripartendo dal basso e dal concetto di flusso, inteso come valore socio-economico nell'epoca dei mutamenti istantanei”. Trovato anche il simbolo della regione: il ciuffo di acciaio e cemento, opera di Luigi Magnani, che si erge lungo l'autostrada A15 a Parma.

Per l'associazione, la nascita della regione Lunezia porterebbe a interessanti risvolti economici, quali “un più efficiente sistema di trasporti, incardinato sui porti della Spezia e Carrara, sul Polo logistico di Piacenza, sulla Stazione Mediopadana di Reggio Emilia e sull'Aeroporto di Parma, con una Pontromolese completamente raddoppiata e l'Autocisaautobrennero tra loro collegate dalla bretella Pontetaro-Nogarole Rocca”. Inoltre, si legge, “il mondo produttivo padano, con un efficiente e rapido sbocco al mare sulla direttrice Tirreno-Brennero, oltre a poter meglio competere nel sistema macroeconomico, sarebbe generatore di vitalità anche per la piccola economia dell'Appennino e porterebbe sullo aree luneziano tirreniche effetti molto più benefici degli attuali”. E ancora, “l'ateneo parmense potrebbe recuperare la centralità del passato e i giacimenti culturali delle varie città, messi a sistema, farebbero rifiorire il nostro turismo”.

Si parla anche della possibile “sinergia turistico ambientale del Parco tosco-emiliano con quello delle Cinque Terre e di altri Parchi minori, in una prospettiva Appennino-mare, sui percorsi dolci dell'Alta Via, della Francigena, della Via degli Abati. Molte altre opportunità, ad esempio nel settore enogastronomoco, potrebbero essere colte, a maggior vantaggio dei cittadini, se si potesse organizzare in un autonomo ente, regione o macroprovincia che dir si voglia”.

L'associazione sottolinea la “necessità di un confronto a vasto raggio” con il mondo produttivo (industriali, artigiani, commercianti, consumatori, agricoltori, allevatori), con quello della scuola e della cultura, con le istituzioni. “Al di là della presenza o meno di un simbolo Lunezia sulle schede elettorali, ad esempio a livello di liste comunali – si legge -, occorre operare perché il progetto Lunezia sia considerato nelle prossime piattaforme elettorali (elezioni europee, elezioni regionali)”. Infine, è ritenuto strategico lo sviluppo di sinergie tra realtà che sono già orientate in senso 'transregionale', come il gruppo Cariparma e la Banca di credito cooperativo Versilia, Lunigiana e Garfagnana.

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