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Ultimo aggiornamento: Lunedì 29 Maggio - ore 16.42

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Aulla, saltato il sindaco Magnani: "Ho pagato la mia onestà"

Porte aperte al commissariamento dopo il decadimento del consiglio comunale arrivato per le dimissioni di nove consiglieri. Idee in Comune: "Volevamo discutere la sfiducia. Ora per Aulla uomini e donne liberi".

Aulla, saltato il sindaco Magnani: `Ho pagato la mia onestà`

Lunigiana - "Siamo stati sfiduciati per la nostra trasparenza e la nostra onestà. Sono amareggiata, ma chiudo a testa alta. Continuerò a lavorare per il futuro di Aulla". Così l'ormai ex sindaco di Aulla, Silvia Magnani, ha chiuso stasera la conferenza stampa aperta al pubblico organizzata in sala consiliare per rispondere pubblicamente alla mozione di sfiducia presentata nei giorni scorsi da nove consiglieri, tra i quali quattro esponenti di maggioranza (qui).
Di fronte a un nutrito pubblico, che non ha risparmiato applausi, la Magnani ha dato vita a un vibrante canto del cigno, nel corso del quale, dopo aver ringraziato collaboratori, supporters ed esponenti di maggioranza fedeli fino all'ultimo, ha contestato i vari punti della mozione di sfiducia, dalle piscine ("Abbiamo affidato l'appalto e i lavori erano imminenti"), alle scuole ("Quanto fatto è sotto gli occhi di tutti"), dalle frazioni ("Ci siamo impegnati molto, prima erano abbandonate"), all'ambiente ("Un esempio è il caso Costa: siamo stati i primi a portare le carte in procura"). Senza dimenticare i nodi del regolamento urbanistico ("Cosa avrei dovuto fare? Affidare l'incarico all'ingegnere di Reggio Calabria raccomandato dal medico condotto Aldo Vivaldi, mio vice sindaco?") e degli uffici ("Non ho acconsentito a sistemare parenti e amici").

A breve il Comune sarà commissariato: "Aulla è attesa da dieci mesi di paralisi e crisi profonda, nel corso della quale non sarà possibile portare a termine gli importanti progetti intrapresi. Spero che la città possa in futuro essere governata senza il condizionamento di questo o quel potentato. Bisogna rispondere soltanto ai cittadini".

Un po' di retroscena: stamani, davanti al notaio, nove consiglieri hanno presentato le loro irrevocabili dimissioni. Nove su sedici significa, chiaramente, capolinea. Questi nove, tuttavia, non sono i nove che hanno firmato la mozione. I nomi comuni sono quelli di quattro 'frondisti' di maggioranza (Gorlandi, Caponi, Vivaldi e Magrini) e del trio Pd (Brunetti, Giovannoni, Malatesta). Si arriva a nove, però, non con gli ultimi due firmatari della sfiducia (Maria Grazia Lombardi e Matteo Lupi di 'Idee in Comune'), bensì con altri due volti della maggioranza: Alessandra Colombo e Roberta Semeria, presidente del consiglio comunale. La Magnani si è scagliata duramente contro il gruppo Pd - Progetto Aulla: "Hanno firmato la mozione e non hanno nemmeno il coraggio di confrontarsi. Sono privi di indipendenza politica e amministrativa. Da loro, trasparenza soltanto a parole".

Uscita di scena la sindaca socialista, la segretaria comunale, alle sette, ha fatto l'appello. Presenti soltanto Lombardi e Lupi. "Adunanza deserta", ha naturalmente dovuto constatare la Lombardi, investita delle funzioni di presidente del consiglio comunale. Spazio poi alla conferenza di 'Idee in Comune'.
"Ad Aulla si è celebrato il necrologio della democrazia - ha esordito Lupi -. Avevamo chiesto fosse aperta una crisi, con azzeramento delle deleghe, ma il sindaco ha preferito andare avanti con la solita arroganza. D'altra parte, gli elementi di una crisi c'erano già due anni e quattro mesi fa, quando la Magnani è stata eletta sostenuta da un'accozzaglia eterogenea, che ha poi generato una maggioranza divisa. Di fatto Aulla era già commissariata". E giù strali su debiti fuori bilancio, manutenzioni, Costa, Cjmeco, gestione del potere, regolamento urbanistico, financo sul blog Liberamente, ultimamente attivissimo, riconducibile al marito del primo cittadino. "La Magnani - ha rincarato la Lombardi - si è dimostrata inadeguata e arrogante, vittima di una visione miope e superficiale. E spesso ha taciuto, parlando solo per dire cose comode. Altra volte, ha mentito sapendo di mentire. Mai una volta ha chiesto scusa. Un sindaco giovane, ma già non libero, obbligato a rispondere a determinate catene. Ora ad Aulla c'è bisogno di uomini e donne veramente liberi". Per il capogruppo Lupi, candidato a sindaco nel 2014, non c'è da aver paura dell'interregno alle porte: "Non ci deve spaventare. Nel 2013, il commissariamento ha fatto ripartire la questione delle scuole e delle bonifiche della Cjmeco, di cui l'amministrazione Magnani ha provato a prendersi i meriti, anche se le fa il demanio. Non dobbiamo temere il commissariamento e dobbiamo prendere coscienza del fatto che il Comune è a rischio fallimento per tutto quanto è stato fatto nel passato".

Valutazioni, attacchi, sguardi al futuro. E un dato incontrovertibile: Aulla è senza sindaco, senza giunta. E senza guida politica resterà fino al voto della prossima primavera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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