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Ultimo aggiornamento: Lunedì 16 Ottobre - ore 22.30

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"Piano operativo? Abbiamo il dubbio che non esista"

`Piano operativo? Abbiamo il dubbio che non esista`

Lunigiana - Il circolo Arci “Cultura e Solidarietà” di Torrano, l'associazione “Babel – La Casa dei popoli” e lo SPI - Cgil di Pontremoli, in seguito alle dolorose tragedie che hanno colpito il centro Italia, manifestano preoccupazioni in merito al “Piano di primo intervento” del comune di Pontremoli.

"Vorremmo chiedere innanzitutto all'amministrazione comunale - così in un comunicato congiunto - se il Piano sia approvato e operativo e se la sua funzionalità sia stata verificata sul terreno insieme alle comunità delle frazioni e dei quartieri. Nel caso tutto ciò fosse stato fatto, stiamo comunque riscontrando che la popolazione non è stata informata, e questo è un fatto grave.
Non siamo a conoscenza di un piano di informazione e “esercitazione” dei cittadini, e non abbiamo mai visto cartelli che segnalino le vie di fuga e tutta la logistica dei soccorsi nel nostro territorio. L'efficacia di un piano che organizzi gli interventi poche ore dopo un evento sismico o idrogeologico dipende - oltre che dalla razionalità del piano e dalla qualità del coordinamento delle forze che intervengono - dalla collaborazione consapevole della popolazione colpita, che deve sapere chi chiamare, cosa fare, doveconcentrarsi, dove spostare i feriti.
Sappiamo bene che sono pochi i comuni in regola con la legge che da parecchi anni li obbliga a dotarsi del cosiddetto Piano di primo intervento (legge n.100 del 12 luglio 2012, Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile, Legge regionale n. 68 del 27 dicembre 2011, ecc.), ma proprio questo ci spinge a occuparci del problema e sollecitare l'amministrazione, nel caso, a porre rimedio celermente. Il nostro inquietante dubbio è che un Piano operativo approvato, autorizzato e operativo, non esista proprio.
Di fronte alla manifesta fragilità dell'assetto idrogeologico e del patrimonio immobiliare italiano e locale, il Piano di primo intervento è tutto sommato lo strumento di difesa più semplice da realizzare. Ma è necessario che sia approvato e operativo, e che anche nella fase di progettazione siano coinvolti gli abitanti delle diverse aree, soprattutto delle frazioni, per verificare la reale fattibilità di ciò che si prevede sulla carta. Per questo lanciamo una campagna sul tema della sicurezza e della prevenzione dei rischi sismici e ambientali, per indagare fino in fondo sull'operato del comune e su quanto si possa e si debba fare.
Ci siamo mobilitati e ci mobiliteremo sempre per sostenere, per quanto possibile, le popolazioni che vengono colpite da catastrofi naturali, ma intendiamo svolgere anche e soprattutto un ruolo di controllo e di pungolo, affinchè non si dimentichi mai che la prevenzione salva molte più vite rispetto agli aiuti post-sisma, senza contare il risparmio che – a conti fatti – la prevenzione comporterebbe sui bilanci pubblici. Non entriamo qui nel merito degli interventi di messa a norma degli edifici e delle strutture, e neppure delle progettazioni e autorizzazioni dei nuovi edifici e della salvaguardia della realtà idrogeologica a monte, temi progettuali e amministrativi di cui le forze politiche dovrebbero farsi carico, e che non vorremmo comunque tralasciare, per adesso solleviamo il tema del Piano di primo intervento, un tema decisivo che ha a che fare con la vita di molti di noi in caso di calamità".

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