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Impianti chiusi sino al 5 marzo, la disperazione dei gestori

A Zum Zeri aveva già bloccato tutto il cambio di colore della Toscana, a Cerreto Laghi era davvero tutto pronto per l'apertura. Ora basta con le prese in giro e via a sostanziosi ristori.

Il danno e la beffa
Cerreto Laghi

Lunigiana - E' arrivata l’ennesima beffa per gli impianti sciistici che, pronti alla tanto attesa riapertura fissata per oggi, 15 febbraio, hanno dovuto sospendere di punto in bianco i preparativi. Era stato chiesto loro di fare un sacrificio in vista del Natale, poi la ripartenza è slittata all’8 gennaio, poi al 18, e infine al 15 di febbraio. Adesso un nuovo termine, indipendentemente da qualche che sia il colore della regione di appartenenza: il 5 marzo.

Ma la sensazione, da parte di alcuni, è sempre la stessa: quella di rimanere appesi all’amo ed essere presi in giro.
“Sono 4 mesi che viviamo così – si sfoga Maurizio Viaggi, presidente di Asd ‘Ginnastica sport e servizi’, che gestisce albergo, ristorante, bar e impianti sciistici di Zum Zeri –. Quattro mesi che viviamo nella speranza. E nel frattempo abbiamo continuato ad occuparci della manutenzione delle piste, dell’energia elettrica e di tutti i costi di mantenimento che alla fine fanno sì che ci sia pochissima differenza, a livello di spese, tra l’essere aperti o chiusi. In più c’è l’economia legata a tutto l’indotto, ad esempio quella legata alla produzione agro alimentare. Un’economia che continua a non ricevere ristori”.
E sta proprio nel capitolo legato agli aiuti la drammaticità della situazione dei gestori.
“I ristori dedicati alla montagna dovevano arrivare da quei 32 miliardi di scostamento di bilancio votati all’unanimità un mese fa. Poi però c’è stata la crisi di governo e quel provvedimento non ha preso corpo”.

“Ci sentiamo presi in giro – continua Viaggi – perché siamo sempre stati menzionati per un’imminente apertura. Eravamo pronti per il 15 febbraio, dopo aver sostenuto grosse spese per collaudi, manutenzioni, fideiussioni. E veniamo a sapere che resteremo chiusi dalla stampa, che ringraziamo per il grande lavoro che fa, a poche ore dalla riapertura. E’ imbarazzante. E lo è farci spendere soldi per poi farci stare attaccati a un filo per mesi”.
Il presidente di Asd “Ginnastica sport e servizi” chiede quindi “più trasparenza e più coerenza”. “Volete farci restare chiusi? D’accordo. Del resto siamo sempre stati consapevoli della situazione e altamente responsabili. Non siamo qua a battere i pugni sul tavolo di fronte a una tragedia mondiale, alla malattia, alle morti. Ma chiediamo rispetto, trasparenza, e di affrontare i problemi dei dipendenti e dei nostri maestri di sci, che sono liberi professionisti. Qualcuno, invece di andare a parlare e affrontare problemi sui tavoli di lavoro, ha preferito la visibilità personale. Su questo ha ragione Draghi: meno comunicati e show, più fatti”.
“Nonostante tutto – chiude il suo sfogo Viaggi – continueremo ad occuparci della montagna, con tutti i costi che comporta. Perché vogliamo bene al territorio, e perché senza impianti di sci, senza rifugi, la montagna sarebbe in stato di abbandono”.

Nel frattempo anche i gestori degli impianti di Cerreto Laghi, attraverso la pagina Facebook, si rivolgono ai loro clienti: “Ci abbiamo sperato fino alla fine – scrivono – ma alle 19 circa il ministro Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza dove posticipa l’apertura degli impianti al 5 marzo. Ci stiamo informando con la gestione degli skipass on-line per rimborsare coloro che hanno acquistato i giornalieri acquistati per la data di domani. Domani (oggi, Ndr) seguirà un comunicato stampa dove definiremo la linea per il resto della stagione dal momento che questa decisione mette ulteriormente in difficoltà la nostra società e l’intera economia della montagna. Questa volta ci avevamo davvero creduto”.
E fra i commenti compare anche chi rinuncia al rimborso degli skypass acquistati nei giorni scorsi in segno di solidarietà nei confronti dei gestori.

CLAUDIA CELLA

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