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Il turismo rurale spinge la Lunigiana

Il rapporto Isr dice che un viaggiatore su 4 che sceglie la Lunigiana dorme in agriturismo.

QUASI 30MILA PRESENZE NEGLI AGRITURISMI
Il turismo rurale spinge la Lunigiana

Lunigiana - Un turista su quattro dorme in agriturismo. Il turismo rurale spinge la Lunigiana. A dirlo è Coldiretti Massa Carrara sulla base dell’ultimo rapporto economia elaborato dall’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara. Quasi 30mila turisti hanno trascorso la loro vacanza in agriturismo a contatto con agricoltura e natura. Il 15% in più rispetto al 2017. Un contributo, quello del turismo rurale legato all’agricoltura e all’agroalimentare, che si è rilevato determinante per l’ottima stagione della Lunigiana (107mila presenze, + 18mila presenze in 18 anni) che ha fatto registrare più presenze (28%) e arrivi (27%). Oggi la Lunigiana determina il 10% i flussi turisti in Provincia. Nel 2017 il suo impatto era del 7,6%.

“Il rapporto – spiega Francesca Ferrari, Presidente Coldiretti Massa Carrara – delinea chiaramente la crescita graduale e matura della Lunigiana, in termini turistici, e della particolare categoria del turismo rurale che una delle sue principali offerte. Leggendo i dati spicca un altro elemento: la metà delle presenze in agriturismo è generata da turisti stranieri. E’ un dato significativo dell’appeal di questa tipologia di accoglienza nei confronti del mercato internazionale”. Dal 2010 ad oggi le strutture agrituristiche sono praticamente raddoppiante (da 45 a 94) raddoppiando così anche la proposta in termini di accoglienza, servizi ed attività collaterali. “Tutto questo – evidenzia la Ferrari - grazie alle imprese, agli investimenti e agli operatori e ad un territorio straordinario e allo stesso tempo difficile. Più strutture, più posti letto significa più occupazione e più opportunità per tutto il territorio. Chi sceglie la Lunigiana cerca una vacanza all’insegna dell’aria aperta, della tranquillità, dell’escursionismo e dell’enogastronomia. Cerca la Toscana rurale piena di storia e paesaggi”.

Ma non c’è solo l’agriturismo ad andare bene. E’ stata un’annata molto positiva per la viticoltura con la produzione di uva per vini Doc o Igt cresciuta del +5,6%, per l’olio (+15%-20%) e per la farina di castagne (totale di 42 quintali rispetto ai 27 dell’anno prima). Boom per le esportazioni che hanno quasi sfiorato i 3 milioni di euro (+40%). “E’ stata una stagione buona – conclude la Ferrari – anche se non dobbiamo dimenticarci che veniamo da diverse annate molto faticose per settori chiave come la castanicoltura e lo stesso olio”.

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