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Ultimo aggiornamento: Venerdì 28 Luglio - ore 16.40

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Confindustria lancia la sfida del marmo: crescita condivisa per il rilancio

Confindustria lancia la sfida del marmo: crescita condivisa per il rilancio

Lunigiana - Marmo di Carrara. Si volta pagina. Non perché oggi viene presentato un bilancio sociale o di responsabilità, ma perché questo bilancio segna un punto di svolta nelle scelte e nella filosofia operativa del distretto produttivo che vanta uno dei prodotti più ineguagliabili del made in Italy, ma denuncia uno scollamento e incomprensioni crescenti con il territorio e le comunità nei quali questo prodotto ha origine.
Nasce da questa considerazione il progetto di rilancio lanciato da Confindustria Livorno Massa Carrara e dagli industriali del settore lapideo di Massa Carrara che da oggi “mettono le carte in tavola”, attraverso un’operazione di trasparenza affidata all’Alta Scuola Imprese e Società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; operazione finalizzata al raggiungimento di almeno tre risultati: erodere i luoghi comuni che negli anni hanno deteriorato l’immagine dell’industria lapidea; costruire un dialogo permanente basato sui dati e sui fatti con la comunità e le istituzioni locali; sostenere quest’azione con massicci investimenti in tecnologia mirati in particolare (anche attraverso il riuso intelligente dei prodotti di scarto di cave e segherie) a incrementare in modo decisivo gli standard di compatibilità ambientale e sicurezza; rilanciare, attraverso la condivisione coesa, della comunità locale, l’eccezionale valore aggiunto del brand marmo di Carrara sui mercati internazionali.

Ecco alcuni dati:
Dal 2001 a oggi l’estrazione di marmo e materiali lapidei nella provincia di Massa Carrara è calato del 37% sino al livello attuale di 3,3 milioni di tonnellate;
in calo anche i blocchi estratti (-15% sul 2001)
oltre il 40% dei blocchi è lavorato in Provincia che provvede il 35,7 dell’export di marmi lavorati dell’Italia:
il marmo rappresenta con 1200 aziende il 12% del Pil provinciale con 5000 addetti fra diretti e indiretti e altri 3000 nell’indotto;
l’occupazione per anni in flessione a causa della scomparsa delle attività di lavorazione del granito, è oggi in tenuta;
il fatturato consolidato del settore sfiora il miliardo di euro;
le aziende del settore lapideo della provincia di Massa Carrara stanno investendo in un’operazione, attraverso nuove tecnologie avanzate e in una serie di progetti speciali, finalizzati a ridurre i prodotti di scarto e a favorirne ri-utilizzi sino a oggi impensati. Per fare questo hanno realizzato partnership con atenei e nei prossimi mesi saranno in grado di presentare i progetti particolareggiati. Con un coinvolgimento, attraverso comunicazione e informazione costante, della comunità locale e del territorio.

“Per anni, tutti, noi per primi, ci siamo cullati nell’idea che il marmo non solo fosse, ma fosse anche percepito come la ragione di esistere, la motivazione principale della nostra comunità estesa. Ci siamo anche cullati – sottolinea Erich Lucchetti, presidente della Delegazione di Massa Carrara - nell’idea che nelle vene del marmo fosse tracciato il passato, il presente e il futuro di questo nostro territorio, pensando ancora che il marmo di Carrara fosse la motivazione tangibile di un orgoglio comune. Non ci siamo accorti che la scarsa conoscenza e anche la carente capacità di parlare, raccontare, condividere stava creando una frattura innaturale fra le aziende, gli operatori, i lavoratori che di marmo e nel marmo vivono, e gli altri. Il silenzio si è trasformato in difetto di conoscenza, per poi diventare man mano scollamento, incomprensione, astio, contrapposizione”.

“È una giornata importante - afferma Alberto Ricci, presidente Confindustria Livorno-Massa Carrara - anche per Confindustria, poiché anche qui a Massa, attraverso lo strumento del Bilancio di Sostenibilità, vogliamo documentare che lo sviluppo, la crescita e l'occupazione sono il prodotto di un'alleanza forte dei territori, dove il valore sociale dell'impresa è riconosciuto come patrimonio comune. Questa è la strada nuova per la reindustrializzazione e la ripresa".

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