Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Mercoledì 08 Luglio - ore 23.28

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

La diocesi di Luni: un'indipendenza storica da Pisa e Genova

di egidio banti
La diocesi di Luni: un'indipendenza storica da Pisa e Genova

Lunigiana - Per molti secoli la diocesi di Luni, poi Luni–Sarzana, rimase “immediatamente soggetta alla Santa Sede”. Roma riteneva che il vasto territorio della valle della Magra, esteso a parti della Versilia e della Garfagnana (così come quello limitrofo di Lucca), rappresentasse una sorta di realtà a sé stante, per cui la diocesi, quando divennero metropolitane Pisa (nel 1092) e poi Genova (nel 1133), non fu suffraganea di alcuna delle due. In epoca moderna le cose mutano per la successiva formazione di stati e staterelli indipendenti, i cui confini vengono per così dire a “tagliare” a metà la Val di Magra, creando conseguenze anche per l’organizzazione ecclesiastica. Nascono così, dismembrate da quella originaria di Luni – Sarzana, prima la diocesi di Pontremoli (nel 1797), con i territori posseduti dal granduca di Toscana sui crinali della Via Francigena, e poi quella di Massa Ducale (nel 1822). Entrambe divengono suffraganee dell’arcidiocesi di Pisa e da ultimo la stessa Luni–Sarzana, ormai quasi tutta in territorio ligure, la diviene di Genova, nel 1927. Ai confini degli stati, dopo l’unità e dopo la Costituzione repubblicana, si sono sostituiti quelli delle regioni. Confini molto più blandi dei precedenti ma, qualche volta, tali anch’essi da creare problemi. Come è accaduto, e in parte sta ancora accadendo a seguito delle misure anti Covid–19 che, come è noto, impediscono tuttora, se non per limitati e giustificati motivi, il passaggio da una regione all’altra. In Val di Magra questo significa, talora, non poter andare a prendere il caffè nel bar di fronte a casa o il giornale in edicola. Paradossi, che affondano le loro radici nelle vicende di divisioni antiche e nei confini che ne derivano. Quando poi, nel medesimo periodo, crolla anche un ponte, come quello di Albiano–Caprigliola, isolando dal proprio capoluogo alcune frazioni oggi toscane ma ritagliate in territorio ligure ma in più anche quasi bloccando i collegamenti tra Val di Magra e Val di Vara, il paradosso cresce ancora. Così, a Ceparana, in pieno “occhio del ciclone”, un comitato di cittadini, guidato da Gian Pietro Montanari, ha lanciato una petizione per nuove urgenti realizzazioni viarie, come le cosiddette bretelle autostradali, giusto anche, ma non solo, per ridurre complicazioni “interregionali”. L’augurio è che (come riportano notizie degli ultimi giorni) l’obiettivo venga presto raggiunto. Non dimenticando, però, la saggezza della Santa Sede che, in tempi ormai perduti, aveva saputo dare senso compiuto alla parola “territorio”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News