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Ruba 4mila euro di indumenti da moto e li vende su Subito.it

Il tentativo di ricettazione è stato bloccato dai Carabinieri. Il denunciato è un 48enne spezzino che aveva messo a segno il colpo nella concessionaria di moto di Aulla per cui lavora.

Le indagini
Alcuni dei capi rubati

Lunigiana - È stato deferito in stato di libertà per ricettazione alla Procura della Repubblica di Massa-Carrara un dipendente infedele che è stato scovato dai Carabinieri della Stazione di Fivizzano mentre tentava di piazzare su internet la merce sottratta da un noto rivenditore di moto lunigianese. Come ogni anno e in molte attività commerciali, anche quest’anno, durante i primi giorni di gennaio, in una nota concessionaria di motocicli di Aulla si è provveduto a redigere l’inventario del materiale ancora in giacenza nel proprio magazzino che, in questo caso, data la tipologia dei prodotti in vendita, ha al proprio interno numerosi articoli tecnici utilizzati dai biker.

Quello che però questa volta è cambiato rispetto agli anni passati è stato l’esito finale di questo controllo. Infatti ciò che doveva essere presente all’interno del magazzino non era quello che invece è stato riscontrato dal titolare: all’appello mancavano ben 14 tra accessori e capi di vestiario – giacche, pantaloni e magliette tecniche e griffate da indossare per guidare in sicurezza moto di grossa cilindrata – per un valore complessivo di quasi 4.000 euro. Verificato nei giorni a seguire che l’ammanco non fosse stato causato da un errato posizionamento del materiale all’interno dell’attività, il 20 gennaio scorso è stato denunciato presso la Stazione Carabinieri di Fivizzano il furto.

A rendere difficile l’operazione di ricostruzione degli eventi delittuosi che avevano portato alla sottrazione illecita del materiale è stato il fatto che, oltre all’assenza di avvenimenti riconducibili a una “incursione” esterna da parte di malfattori, l’arco temporale nel quale questa era avvenuta non era ulteriormente circoscrivibile oltre al decorso anno, ossia al tempo trascorso dall’ultimo inventario effettuato. Ma è proprio la mancanza di indizi che indicassero che il furto del materiale fosse stato eseguito da una mano esterna all’azienda che ha spinto gli uomini guidati dal Comandante della Stazione a cercare i possibili autori del reato tra i dipendenti della concessionaria. E così appunto è stato verificato.

Infatti, spulciando tra i vari account e profili in possesso dei vari operai della ditta, i Carabinieri sono riusciti a individuare sul portale di vendita on line “Subito.it” l’annuncio ritraente parte del materiale asportato – una giacca e un pantalone dal valore di 1.500 euro –, di cui erano state pubblicate ben sei immagini da parte di un 48enne dipendente spezzino. Una di queste, in particolare, effettuata per certificare l’autenticità del materiale in vendita in quanto immortalante il dettaglio del codice a barre degli indumenti, è risultata determinante per riscontrare che, effettivamente, quelli messi in vendita all’offerta oltremodo vantaggiosa di 700 euro fossero i capi d’abbigliamento appartenenti alla concessionaria.

Constatato quindi che il vero proprietario degli articoli messi in vendita dall’operaio fosse la concessionaria di Aulla, i Carabinieri di Fivizzano hanno proseguito la loro attività investigativa contattando il telefono indicato nell’annuncio e fingendosi interessati all’acquisto. L’ignaro “rivenditore”, che ha prontamente risposto alla chiamata dei militari, alla domanda di questi circa l’autenticità del materiale in vendita, garantiva che fosse nuovo di fabbrica e di primissima qualità. I “finti clienti” dell’Arma, facendo credere di essere effettivamente intenzionati ad acquistare i suoi prodotti, riuscivano a fissare un appuntamento davanti al centro commerciale Decathlon di Santo Stefano di Magraper perfezionare la compravendita. Sul posto i militari “in borghese”, presi i contatti con l’operaio infedele, si facevano consegnare l’abbigliamento messo in vendita con la scusa di verificarne la corrispondenza con quello visto on line e, una volta controllato che i codici fossero effettivamente quelli indicati nella denuncia dal titolare, per il 48enne è scattato il sequestro penale di quanto appena mostrato e contemporaneamente il deferimento in stato di libertà per il reato di ricettazione.

Il materiale ritrovato, dopo gli opportuni accertamenti, è stato riconsegnato al legittimo proprietario. Ancora una volta, il contributo fornito dal cittadino nel denunciare simili – e non solo – episodi delittuosi si è rivelato determinante per il buon esito delle indagini.

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