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Le crepe sul ponte erano visibili dal satellite | Foto

Con Google Maps è possibile farsi un'idea di come appariva il viadotto di Albiano Magra dieci mesi prima del crollo. Le crepe in corrispondenza di ogni pilone. Nominata la commissione che dovrà ricostruire la storia dell'infrastruttura crollata.

come appariva 10 mesi fa

Lunigiana - La fessurazione più evidente sul ponte di Albiano Magra, quella che segnava l'approdo sulla sponda "ligure", era stata segnalata dai cittadini a più riprese. Impossibile non notarla per le centinaia di automobilisti che ogni giorno avventuravano i pneumatici sull'infrastruttura, soprattutto dopo che il crollo del ponte Morandi a Genova aveva sollecitato a non sottovalutare nessun dettaglio. Talmente evidente quella crepa da rimanere impressa nelle mappe di Google. Facilmente distinguibile anche nella foto satellitare ancora oggi presente sui server di Mountain View. Un'immagine che risulta ripresa dalla compagnia Maxar Technologies per conto dell'Agenzia Spaziale Europea.
Scendendo a livello strada con il servizio Street View è possibile ancora oggi percorrere virtualmente il ponte. In corrispondenza di ogni pilone ecco apparire lo scollegamento dell'asfalto, in quasi tutti i casi una ferita che corre da guard rail a guard rail attraversando entrambe le corsie di marcia. Risultano riprese nel giugno 2019, due mesi prima che ANAS comunicasse al Comune di Aulla che "il viadotto Albiano non presenta al momento criticità tali da compromettere la sua funzionalità statica; sulla base di ciò non sono giustificati provvedimenti emergenziali per il viadotto stesso". Dieci mesi dopo, il crollo.

Cosa sia successo nel frattempo toccherà ricostruirlo innanzitutto alla commissione ispettiva nominata in tempi record dalla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli. Tre ingegneri a comporla. Sarà presieduta dall’attuale direttore dell’Agenzia nazionale per sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, Fabio Croccolo, e formata da Walter Salvatore, professore ordinario di tecnica delle costruzioni dell’Università di Pisa e da Sergio Lagomarsino, professore ordinario del Dipartimento di ingegneria civile chimica e ambientale dell’Università di Genova, entrambi parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
Un lavoro che inizierà con la richiesta ad Anas di fornire tutti i documenti riguardanti il ponte crollato, dalla realizzazione dell'opera fino alle varie fasi della manutenzione. "Entro trenta giorni, la Commissione dovrà elaborare una dettagliata relazione sui fatti accertati", fa sapere il ministero. Nel decreto si specifica infine che al Presidente e ai Componenti della Commissione non è attribuito alcun compenso.

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