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Il documento dice una cosa, Facebook un'altra: era un latitante

La Stradale ferma un uomo ma la carta d'identità non convince...

TRADITO DAI SOCIAL
Il documento dice una cosa, Facebook un'altra: era un latitante

Lunigiana - La Polizia stradale di Massa-Carrara ha arrestato un uomo di origini albanesi latitante da più di quattro anni che, la scorsa notte, era con tre amici a bordo di un’Audi. L’auto è stata fermata sull’A15 da una pattuglia della Sottosezione di Pontremoli, impegnata nel dispositivo a reticolo attuato dalla Stradale, in Toscana, per intercettare sia gli automobilisti poco virtuosi che i criminali.
Lui, trentenne, ha esibito un passaporto dove risultava che era in Italia solo da un mese, eppure parlava bene l’italiano. I poliziotti si sono insospettiti anche perché il documento era nuovo di zecca, forse per acquisire una nuova identità. La pattuglia è andata a fondo scoprendo che un altro albanese, nato nello stesso giorno e con lo stesso nome, era latitante dal 2014 a seguito di una condanna del Tribunale di Milano per una serie di furti.

I poliziotti, esperti investigatori, con un colpo di genio hanno deciso di consultare l’account Facebook dell’evaso, scoprendo che le foto di quel profilo ritraevano l’uomo che avevano davanti. Il furfante, vistosi smascherato, ha abbozzato qualcosa ma, di fronte all’evidenza, ha confessato il misfatto e ammesso la sua fuga dall’Italia per non finire in prigione. Ma avendo necessità di ritornarci, gli è venuta la brillante idea di usare sul passaporto il cognome della moglie. Per farla franca ha viaggiato di notte su una tratta poco battuta, convinto di non trovare la Polizia a Pontremoli.

Ma non poteva immaginare che sarebbe caduto nelle maglie del reticolo e che gli investigatori della Stradale fossero così ricchi di fantasia. Lui ora si trova recluso nel carcere di Massa, ove dovrà scontare 18 mesi di pena.

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