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Falsi incidenti per truffare le assicurazioni, in quattro dietro le sbarre

Tra le province di Massa Carrara, La Spezia, Lucca e Pistoia. Tredici arrestati ai domiciliari.

Maxi indagine
Falsi incidenti per truffare le assicurazioni, in quattro dietro le sbarre

Lunigiana - Un'operazione lunga quattro anni, 17 arrestati, 130 indagati, oltre 100 incidenti falsi, 159 reati contestati, due associazioni a delinquere, truffe quantificate in 3 milioni di euro. Sono i numeri dell'ennesima grossa inchiesta che ha toccato le province di Massa Carrara, La Spezia, Lucca e Pistoia. Questa volta a finire nel mirino degli inquirenti medici, avvocati, consulenti e anche un vigile coinvolti in una complessa indagine che riguarda truffe alle assicurazioni in relazione ai falsi incidenti stradali. I risultati dell'operazione sono stati presentati in conferenza stampa dal procuratore capo, Aldo Giubilaro, il pubblico ministero Alessandra Conforti, il colonnello dei carabinieri Tiziano Marchi e il capo della squadra mobile della polizia, Antonio Dulvi Corcione.

Dalle prime ore dell'alba carabinieri e polizia di Stato di Massa-Carrara, infatti, coordinati dal pm Conforti della Procura della Repubblica di Massa, hanno concluso una complessa e articolata attività investigativa, convenzionalmente denominata “Il botto”, compresa tra gennaio 2015 e dicembre 2018, finalizzata a smantellare due distinte organizzazioni criminali, operanti nel capoluogo apuano e nelle vicine province di Lucca, La Spezia e Pistoia che, nel corso del quadriennio, hanno messo in atto una sistematica consumazione di frodi in danno di assicurazioni e di enti pubblici locali, corruzioni, falsi materiali e ideologici in atti pubblici e che hanno complessivamente coinvolto quali indagati 130 persone.

17 le misure cautelari personali eseguite, di cui 4 in carcere e 13 agli arresti domiciliari e 17 perquisizioni locali nei loro confronti. I soggetti investigati si sono resi responsabili, a vario titolo, di 159 reati consistenti principalmente nella creazione a tavolino di centinaia di falsi incidenti stradali ed infortuni di vario genere i quali, grazie alla sistematica attività di corrrutela, sono stati corredati sia da documentazione sanitaria ideologicamente falsa, completa di tutti gli esami diagnostici e strumentali necessari per supportare l’inesistenza delle lesioni denunziate dalle vittime, sia di tutta la fraudolenta documentazione fotografica, documentale e peritale, atta a dimostrare l’esistenza degli incidenti stradali, alcuni dei quali mai verificatisi, cagionando, da un lato, ingenti danni patrimoniali agli istituti assicurativi per un controvalore stimato in circa 3 milioni di euro, e da un altro, danno all’economia provinciale facendo lievitare, a causa del significativo aumento dei sinistri, l’importo delle polizze responsabilità civile auto (Rca).

In particolare gli associati hanno realizzato più condotte finalizzate a commettere centinaia di delitti di frode in danno di istituti assicurativi nazionali, falsi materiali ed ideologici in atti pubblici e privati e atti di corruzione propria.

L’attività delittuosa di fatto è stata realizzata potendo i sodali contare sull’accordo corruttivo raggiunto con medici-dipendenti Asl - inseriti nei reparti più sensibili, sia dell’ospedale delle Apuane di Massa, pronto soccorso, radiologia e medicina, sia di altri ospedali, con l’ausilio di agenti della locale polizia municipale e di altri pubblici ufficiali, nonché sulla connivenza solidale di medici specialisti-fiduciari delle compagnie assicurative destinati ad accertare e valutare l’esistenza dei danni biologici dei “falsi” infortunati ed ancora servendosi della prezzolata opera di titolari di centri di fisioterapia, nonché avvalendosi della sinergica complicità di numerosi avvocati esercenti nel foro di massa e specializzati nel campo delle richieste risarcitorie alle assicurazioni, usufruendo della dolosa complicità di titolari ed addetti di agenzie di investigazioni, nonché della fraudolenta implicazione di titolari di agenzie di infortunistica stradale, del collusivo accordo stipulato con titolari di carrozzerie di questa provincia, inducendo decine di persone indigenti a prestarsi a simulare falsi sinistri, con frequenza quasi giornaliera, al fine di ottenere cospicui risarcimenti dalle compagnie assicurative.

All’attività odierna hanno preso parte 80 uomini tra polizia di Stato e carabinieri oltre ad un elicottero del 4° nucleo carabinieri di Pisa, come supporto aereo alle operazioni.

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