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Estorsioni e furti nello Spezzino. Viene espulso ma i carabinieri lo ritrovano a Podenzana

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Estorsioni e furti nello Spezzino. Viene espulso ma i carabinieri lo ritrovano a Podenzana

Lunigiana - Furti ed estorsioni nello Spezzino e in Lunigiana dal 2011 fino al 2019 quando un giovane albanese ottenne un ordine di allontanamento dal territorio nazionale per motivi di pubblica sicurezza. Un provvedimento partito proprio dalla Spezia. Le cronache però raccontano una nuova situazione a carico del giovane che è stato arrestato dai carabinieri di Albiano Magra.
Tornando per un attimo al 2019 in considerazione del suo nutrito “curriculum” criminale, l’uomo era stato ufficialmente dichiarato pericoloso per la pubblica sicurezza, al punto da ordinarne l’immediato rimpatrio nella nazione di origine. Proprio nello Spezzino e in Lunigiana l’albanese aveva cominciato a delinquere, collezionando a partire dal 2011 numerosi precedenti di polizia, in particolar modo nel settore dei furti e delle estorsioni.

Nel mese di dicembre 2019, ultimate le previste procedure, veniva quindi rimpatriato in Albania con un volo per Tirana partito da Pisa. A quel punto, come stabilito dalle normative in materia di immigrazione, non sarebbe dovuto rientrare in Italia prima di 5 anni.

L’uomo, quel divieto imposto dalla legge italiana l’ha volutamente ignorato, scegliendo di tornare ad abitare in Lunigiana, zona che conosceva molto bene, ma non aveva fatto i conti con la profonda conoscenza del territorio dei Carabinieri di Albiano Magra che, qualche giorno prima, avevano intuito che l’uomo potesse essere tornato ad abitare in una piccola frazione di Podenzana.

I militari focalizzavano quindi la loro attenzione su un’abitazione presumibilmente occupata da clandestini, decidendo quindi di fare un controllo mirato nella giornata di sabato scorso. Una volta avuta la certezza che la casa fosse effettivamente abitata, procedevano al controllo domiciliare, scoprendo che all’interno della stessa c’era proprio il cittadino albanese colpito dal provvedimento di espulsione che, alla vista dei militari, non poteva far altro che ammettere le proprie responsabilità.

A quel punto per lui sono scattate le manette poiché ritenuto responsabile del reato di reingresso illegale nel territorio dello Stato, e dell’esito dell’operazione è stato informato il pubblico ministero Marco Mansi.

Lunedì mattina, il giudice Antonella Basilone, del Tribunale di Massa, ha convalidato l’arresto e rinviato il processo ad ottobre, data nella quale, all’esito dell’udienza, sarà valutata una nuova espulsione del territorio nazionale.

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