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Ultimo aggiornamento: Sabato 24 Giugno - ore 00.10

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Botte al pusher, arrestati quattro carabinieri

Militari dell'Arma nel mirino della Procura di Massa Carrara per abusi avvenuti in Lunigiana.

Botte al pusher, arrestati quattro carabinieri

Lunigiana - Punto di svolta nell'inchiesta condotta dalla procura di Massa Carrara che si occupa di una serie di presunti abusi e azioni illegali commesse da alcuni carabinieri in servizio in Lunigiana. Stamani nove uomini dell'Arma sono stati raggiunti da misure cautelari. Quattro gli arresti (uno in carcere, tre ai domiciliari). Divieto di dimora nella provincia per altri quattro, sospensione dal servizio per il restante. Sei di questi militari prestavano servizio presso la caserma di Aulla, tre nella frazione di Albiano. Le accuse? Falso e lesioni. Le misure cautelari disposte dal gip sono state richieste dal procuratore capo Aldo Giubilaro e dal sostituto procuratore Alessia Iacopini, che coordinano le indagini condotte da Carabinieri e Forestale.

Il tourbillon, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti a partire da quest'inverno con tanti di perquisizioni domiciliari e nelle caserme, ruota attorno a quello che sarebbe stato un pestaggio ai danni di un cittadino marocchino, presunto spacciatore. Secondo l'accusa, una volta portato in caserma nell'ambito di un'attività antidroga, quattro militari (come riferito dall'extracomunitario) ci sarebbero andati pesanti, colpendo ripetutamente il cittadino africano fino mandarlo in ospedale, per poi falsificare i verbali. Secondo l'accusa potrebbe non trattarsi di un caso isolato (l'indagine sta valutando anche altri episodi, per esempio quello di una presunta violenza sessuale su una prostituta, una volta portata in caserma), e nel calderone ci sarebbero anche delle sparizioni di droga sequestrata.

"L'adozione delle misure, ancorché dolorosa sul piano umano, deve rendere edotti dell'assurdità da parte di chiunque, militari dell'Arma dei carabinieri compresi, di considerarsi al di fuori e al di sopra delle leggi dello Stato e anzi offre garanzia, enucleati gli autori di condotte improprie, della sicura correttezza e del sicuro senso delle regole di quanti altri fanno parte dell'Arma", ha dichiarato in una nota il procuratore Giubilaro, che stamani ha fatto il punto della situazione in conferenza stampa, affiancato dal tenente colonnello Valerio Liberatori, comandante provinciale dell'Arma.

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