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La sala operativa della Capitaneria di Marina di Carrara porta il nome di Gianni Iacoviello

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La sala operativa della Capitaneria di Marina di Carrara porta il nome di Gianni Iacoviello

Lunigiana - Ieri mattina ha avuto luogo la cerimonia solenne per l’intitolazione alla sala operativa della Capitaneria di porto di Marina di Carrara al sottoufficiale di Marina secondo capo Gianni Iacoviello, morto nel crollo della Torre piloti di Genova il 7 maggio 2013. Aveva solo 35 anni. Alle 23 di quella tragica notte il cargo Jolly Nero della compagnia Messina urtò l’edificio mentre faceva manovra per uscire dal porto. L’incidente uccise sei militari del Corpo della Capitaneria di porto in servizio a Genova e tra operatori civili delle società Rimorchiatori e Piloti di Genova. Il corpo del secondo capo della guardia costiera fu ritrovato dai sommozzatori solo il 17 maggio. In occasione delle esequie presso il duomo di Carrara fu proclamato il lutto cittadino.

Alla cerimonia solenne hanno partecipato Maria Stella Spanò, il padre Flavio e le sorelle del 35enne e le più alte cariche della guardia costiera, quali nuovo comandante della capitaneria di porto di Marina di Carrara, il capitano di fregata Luciano Giuseppe Aloia, e l'Ammiraglio Giuseppe Tarzia, comandante del porto di Livorno e Direttore marittimo della Toscana.

Tra le motivazioni per l’intitolazione, “l’elevatissimo spessore umano e di carattere” di Iacoviello, il cui impegno impegno presso il centro V. t. s. della Guardia Costiera di Genova “è stato sempre caratterizzato da professionalità ed entusiasmo.” Il secondo capo della Guardia costiera fu un “limpido esempio di appassionato e silenzioso servitore dello Stato, fino all’ultimo suo respiro”.

“Non credo di poter dire altro che due parole di commozione – ha esordito l’ammiraglio Tarzia – non ho mai conosciuto personalmente Gianni, ma questo non me lo fa sentire meno vicino. Facciamo tante cose per dovere o per rappresentanza; io oggi invece sono qui per onorare i valori più sinceri e profondi in cui credo. Proprio in questa capitaneria mi sono soffermato sui problemi che affliggono il personale, che spesso fa a gara a farsi del male alcune volte. Quando vi mettere l’uno contro l’altro vorrei che sentiste cosa mi è passato per il cuore quando per un attimo ho tenuto in mano la foto di Gianni. Visto che questa sala è a lui intitolata, non oltraggiate la sua memoria; disobbedite agli istinti che vi portano a essere divisi; guardate l’espressione di Gianni, ricordate il suo sacrificio, provate a pensare come debbano sentirsi i genitori, le sorelle, chi doveva sposarlo e chiedetevi per cosa valga davvero la pena vivere.”

Commosso il padre Flavio: “Vorrei ringraziare tutti i presenti e coloro che si sono prodigati affinché il ricordo di Gianni rimanesse eterno. Noi ci siamo sempre sentiti a casa, coccolati, nelle capitanerie di Genova, Spezia e, soprattutto, Carrara. Non posso che ringraziare tutti”.

Al termine della cerimonia, il ritratto di Gianni è stato affisso alla parete della sala operativa e la targa a lui dedicata è stata scoperta.

Irene Rubino

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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