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Italiana, sotto i 40 anni e non denuncia la violenza: l'identikti della donna vittima di violenza

Italiana, sotto i 40 anni e non denuncia la violenza: l´identikti della donna vittima di violenza

Lunigiana - Domani (25 novembre) si celebra la “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne” e la Società della Salute della Lunigiana prende spunto da questa ricorrenza per stilare un bilancio del percorso delle attività del Centro Donna Lunigiana, i cui sportelli sono stati contattati da ben 87 donne nel 2015.
Quarantotto di queste non hanno usufruito del primo ascolto, ma hanno intercettato il Centro Donna Lunigiana per informazioni sui servizi presenti sul territorio e 17 di loro sono di nazionalità non italiana. Ad usufruire del primo ascolto, quindi a portare le loro storie all'attenzione delle operatrici del Centro, sono state 39 donne, inserite nel database della Regione Toscana sulla violenza di genere.
Ed è proprio dalla Regione Toscana che parte la campagna di comunicazione per promuovere la conoscenza del numero gratuito di pubblica utilità antiviolenza e stalking 1522, numero che è stato attivato dal Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del consiglio dei ministri ed è collegato alla rete dei centri antiviolenza e alle altre strutture per il contrasto alla violenza di genere presenti sul territorio.

Scendendo nei dettagli, emerge che la maggior parte delle donne che si sono rivolte al Centro Donna Lunigiana hanno un'età compresa fra i 30 e i 49 anni e un terzo di queste sono straniere. Sono di grande interesse, poi, due evidenze che vengono a galla dall'analisi dei dati.
La prima è riferita al fatto che è la violenza psicologica (28 casi) il principale tipo di violenza riferita, seguita da quella economica (27) e, a grande distanza, da quella fisica (12), mentre vi sono 7 casi di stalking e uno di violenza sessuale.
Resta il fatto che le analisi condotte in questi anni dimostrano che è difficile separare i vari tipi di violenza di cui le donne dichiarano di essere vittime: la maggior parte di loro, infatti, ha subito più di un tipo di sopruso. Basti pensare, a tal proposito, che la violenza psicologica e la violenza economica sono forme di sopraffazione che spesso le vittime non riconoscono nell’immediato, ma che sono insite nelle altre forme di violenza.

La seconda evidenza, invece, è rappresentata dal fatto che soltanto 6 donne hanno sporto denuncia a seguito della violenza subita, recandosi al pronto soccorso per essere medicate soltanto in 3 casi, vuoi perchè le lesioni non sono state giudicate gravi, vuoi per il senso di vergogna che l'avere subito violenza induce a provare. Inoltre, decisamente inquietante un altro dato, ovvero il fatto che in ben 25 casi i figli hanno assistito alla violenza che la madre subiva, mentre nel 2014 erano 16, una situazione che potrebbe contribuire al perpetrarsi di comportamenti violenti in ambito familiare.
Ed è sempre la famiglia l’ambiente in cui si perpetrano maggiormente le violenze sulle donne, con il coniuge in testa (12 casi), seguito dal partner convivente (6), ma anche al di fuori dell’ambito familiare strettamente considerato i numeri parlano chiaro, con 5 casi di violenza sia da parte dell’ex partner non convivente che da parte dell’ex coniuge, e 3 casi riconducibili al partner non convivente.

Da rimarcare che il Centro Donna Lunigiana offre un servizio di accoglienza e ascolto telefonico per le persone che richiedono consulenza e informazioni in risposta a stati di disagio o difficoltà di vario genere (personali, familiari, relative ad abusi, maltrattamenti e violenza fisica o psicologica). Le operatrici del Centro Donna Lunigiana e il gruppo di consulenza ricevono su appuntamento contattando il numero telefonico 0187460683 oppure tramite la seguente email: centrodonna1@gmail.com.
Ricordiamo che il Centro Donna Lunigiana nasce da un progetto pilota attuato sul territorio di Pontremoli a partire dal settembre 2008. Grazie al successo ottenuto iniziava un percorso, guidato dalla Società della Salute della Lunigiana, che spingeva le istituzioni ad allargare il progetto sul territorio, attivando sportelli nei Comuni di Bagnone, Fivizzano, Licciana Nardi e Villafranca. La rete degli sportelli, quindi, si arricchiva ulteriormente nel giugno 2010, con l’adesione del Comune di Tresana, mentre nel febbraio 2011 si aggiungeva anche il Comune di Aulla e dall'ottobre 2014 il Comune di Filattiera.

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