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Cultura, gastronomia, storia, spiritualità: tutto pronto per la Panigalonga

Questa mattina la pesentazione al Castelletto Malaspina. L'appuntamento è per il 6 ottobre.

una mangialonga... con i panigacci!
Cultura, gastronomia, storia, spiritualità: tutto pronto per la Panigalonga

Lunigiana - “Ciò che abbiamo scritto nel dépliant non è casuale, ma definisce l’essenza della Panigalonga: un racconto in cammino fatto di storie, racconti, folklore e umanità. Una piena integrazione nella comunità ospitante che non può lasciare indifferenti”. Così il sindaco di Podenzana Marco Pinelli ha introdotto la prima edizione della Mangialonga di Podenzana, presentandola in conferenza stampa al Castelletto dei Malaspina.

“È significativo essere, qui, in una dimora storica storica che è simbolo della comunità, per presentare quello che a lungo tempo è stato un sogno, l’aspirazione a far crescere un territorio che non è soltanto il territorio del Comune che rappresento, ma che è quello della Lunigiana tutta. Di Mangialonghe ne sono state create tante, ma questo non è un percorso fine a se stesso, un semplice itinerario alla scoperta di un menù che si può trovare in un ristorante. C’è molto oltre a quella ricetta di farina, acqua e sale. C’è l’umanità, la tradizione, l’identità di una comunità in un prodotto. La Panigalonga rappresenta la volontà di dimostrare a chi cammina nel nostro territorio la nostra più grande risorsa: la risorsa umana. Gli sponsor, i volontari, esprimono con il loro impegno l’orgoglio di sentirsi cittadini di Podenzana”.

“Questo castelletto data del 1200 – ha ricordato il padrone di casa Carlo Cioli – e oggi aprirne le porte per questo progetto di collettività mi riporta a quando era mio padre a gestirlo. A quando, annualmente, era lui ad aprirne il cancello. A creare le occasioni per radunare e far rivivere il paese attorno a queste mura”.
“Noi siamo voi – ha sottolineato Elisabetta Cioli –: per queste case non ha senso vivere se non vengono messe a disposizione del paese”.

L’appuntamento con la Panigalonga è fissato a domenica 6 ottobre, con partenza e arrivo al santuario del Gaggio. Una giornata intera di condivisione, mutuata sul progetto di successo della Mangialonga, che in Lunigiana è partita da Fivizzano.
“Preferisco essere qui oggi come importatore della Mangialonga che non come sindaco di Fivizzano o assessore al Turismo dell’Unione dei Comuni -, ha specificato Gianluigi Giannetti -, e devo fare i complimenti all’organizzazione, noi quando abbiamo cominciato non eravamo così ben strutturati. Ringrazio il mio collega Pinelli per aver dato un senso letterale al concetto di comprensorialità. Ci siamo sostenuti e supportati vicendevolmente”.

Ad Alessio Bocconi, fiduciario della condotta Slow Food Lunigiana Apuana, che ha già lavorato con l’amministrazione precedente per la Denominazione Comunale, il compito di mettere in evidenza la specificità del panigaccio. Mentre Germano Cavalli, notabile storico lunigianese, ha ricordato l’anzianità del panigaccio: vi sono tracce di panigacci sin dal 1400 e il prodotto è resistito nel tempo. C’è stata la rivoluzione della patata dalle Americhe, l’immissione del pomodoro nella dieta, ma il panigaccio è rimasto. Anzi, è oggi all’apice della sua celebrazione.

“Oggi Podenzana è il panigaccio. Ma una volta Podenzana era il santuario del Gaggio – ha ricordato Riccardo Boggi –. Partire e arrivare nel parco del santuario ravviva il sentimento identitario del loco. E poi, diciamolo: il Gaggio non cessa di sorprendere. Negli ultimi restauri è stato riscoperto un altare dei Malaspina”.

“E qui, nel Castelletto, è stato recentemente ricoperto l’atto di vendita di Alessandro Malaspina, che data del 1700”, ha chiosato Cioli.

“Lasciatemi sottolineare in chiusura il ruolo delle associazioni del territorio – ha ripreso il sindaco Pinelli -: questa manifestazione deve a loro la sua riuscita, non certo al sindaco. E anche questo ritorno alla spiritualità del Gaggio è da rilevare, la presenza di Don Tommaso in questa stanza ne è la prova. Abbiamo goduto della sua presenza nella sagra estiva e ci ha fatto piacere perché in poco tempo ha saputo guadagnarsi un posto nella nostra comunità”.
Ci sarà la storia, ci sarà la musica, ci sarà la visita a laboratori, ci sarà il panorama, ci sarà la gente di Podenzana, ci sarà il panigaccio. Con un occhio al regolamento, non resta che sperare nel bel tempo.


Melania De Toffol Sebastiani

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