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Crollo di Albiano, Anas: "Controlli eseguiti da tecnici specializzati"

L'amministratore delegato Simonini ha riferito alle Commissioni. Innesco del crollo dalla prima campata lato Caprigliola. Sulle cause: "Non è possibile ipotizzare profili di responsabilità nell’esecuzione dei controlli e delle ispezioni".

audizione alla camera

Lunigiana - Per avere il ponte provvisorio di Albiano ci vorranno 120 giorni dall'approvazione della Conferenza dei Servizi. È quanto ha assicurato l'amministratore delegato di Anas Massimo Simonini nel corso dell'odierna audizione presso le commissioni della Camera dei Deputati in merito al cedimento della struttura avvenuto l'8 aprile scorso. Anas, che dal novembre 2018 ha preso in carico la strada, si occuperà infatti della ricostruzione di un'opera fondamentale per la viabilità provinciale.

Simonini si è soffermato infatti sulle azioni che Anas ha messo fin da subito in campo, finalizzate alla ricostruzione del ponte che deve, essenzialmente, conseguire due obiettivi: il ripristino della viabilità interrotta, attraverso la realizzazione di un ponte provvisorio e la ricostituzione del manufatto crollato.
“Le ipotesi progettuali già sviluppate – si legge in una nota - sono state presentate al Presidente della Regione Toscana, anche sulla base di valutazioni effettuate con i tecnici del Genio Civile per definire le caratteristiche del ponte provvisorio, da ubicare nell’alveo del fiume a monte del manufatto crollato, necessarie a contemperare le esigenze trasportistiche e idrauliche e contenere i tempi di messa in esercizio. Al fine di accelerare la realizzazione del ponte provvisorio, Anas, tramite accordi quadro già stipulati in precedenza (e quindi senza la necessità di ulteriori procedure concorsuali di gara), ha provveduto ad individuare sia le imprese che le società che si impegneranno nella realizzazione dell’infrastruttura provvisoria.
Durante il sopralluogo effettuato da Anas, lo scorso 23 aprile, insieme ai Sindaci di Aulla e di S. Stefano Magra e con la presenza dei rappresentanti degli ambiti imprenditoriali incaricati da Anas per le varie fasi (progettisti, bonifica bellica, ditta esecutrice, fornitori del ponte), i progettisti hanno illustrato gli elaborati dell’opera provvisoria già definita e posta, in accordo con il Genio Civile della Regione Toscana, immediatamente a monte del ponte esistente. L’opera potrà consentire il transito di tutte le tipologie di veicoli previste dal Codice della Strada, compresi i veicoli pesanti, ad esclusione dei trasporti eccezionali. Il ponte provvisorio sarà completamente rimosso (la demolizione è inclusa nello stesso progetto) una volta completato il ponte definitivo, per il quale abbiamo predisposto lo studio progettuale per la ricostruzione”.

Quanto alla dinamica del crollo l'ad di Anas ha ricostruito le attività ispettive svolte sulla struttura dalla sua acquisizione. Ha ribadito che “all’atto del passaggio di consegne, avvenuto con verbale del 15 novembre 2018, i tecnici della Provincia non hanno segnalato ai colleghi di Anas alcuna criticità relativa al ponte in questione, né tantomeno situazioni di pericolo preesistenti sono state evidenziate nel corso delle interlocuzioni e dei sopralluoghi precedenti il momento della consegna. Non è stata poi trasferita alcuna documentazione relativa ad eventuali attività di monitoraggio o ispezione del ponte stesso”.

“Nel rispetto delle disposizioni vigenti, Anas sull’opera d'arte ha eseguito quattro ispezioni ricorrenti trimestrali e, in data 18 settembre 2019, è stata effettuata l'ispezione principale dalla quale non sono emerse criticità connesse alla staticità del ponte. Nel corso dell’esercizio 2020, sono continuate le attività ispettive, con effettuazione della prima ispezione ricorrente in data 2 aprile 2020. Nel 2019 il Comune di Aulla aveva segnalato la presenza di alcune fessure in prossimità della spalla lato Liguria. A seguito di queste segnalazioni risultano eseguiti alcuni sopralluoghi di verifica, oltre alle ispezioni descritte al punto precedente. Gli esiti delle ispezioni e dei sopralluoghi del 2019 non hanno fatto emergere gravi criticità. Pertanto, in risposta alle istanze del Comune, la Struttura Territoriale Toscana ha inviato una nota il 12 agosto 2019 evidenziando che il ponte: “… non presenta al momento criticità tali da compromettere la sua funzionalità statica”. Gravi criticità non sono emerse neppure nel mese di dicembre 2019, a seguito di eventi alluvionali che hanno interessato l’area geografica dove il ponte è collocato.
Oltre alle ispezioni, in corrispondenza delle spalle, ove sono state riscontrate alcune lesioni, sono stati posizionati alcuni vetrini al fine di controllare eventuali movimenti della struttura. È stata inoltre disposta al sorvegliante la verifica, almeno settimanale, dei vetrini in questione. Le lesioni, nel corso del periodo di gestione Anas, non hanno manifestato significativi peggioramenti”.
Per quanto riguarda la dinamica del cedimento, l’innesco del crollo è avvenuto in corrispondenza della prima campata, lato Caprigliola. “Il successivo collasso progressivo delle altre quattro campate è spiegabile trattandosi di un sistema strutturale privo di ridondanza, tipico della tecnica degli archi a tre cerniere: persi i vincoli del primo arco, gli archi successivi hanno via via perso il contrasto con le strutture adiacenti innescando un effetto domino”.
“Anas ha costituito una Commissione per accertare la dinamica e le cause del collasso del ponte, le cui conclusioni saranno disponibili a breve, oltre ad un audit per verificare il rispetto delle disposizioni. Allo stato attuale, non è possibile formulare che mere ipotesi in ordine alle cause del crollo, e dunque non è possibile ipotizzare profili di responsabilità nell’esecuzione dei controlli e delle ispezioni, che peraltro sono stati tutti eseguiti da tecnici specializzati. 
La prima ipotesi riguarda il sovraccarico apportato con la sovrapposizione della soletta eseguita negli anni 90. La seconda è il movimento progressivo imposto alla struttura dalla spinta di una frana in corrispondenza della spalla, lato Caprigliola alla confluenza con la SS 62, il cui lento avanzare potrebbe aver generato nel tempo un incremento dello stato di sollecitazione del ponte. Sono in atto ulteriori rilievi topografici, geologici, geotecnici, idraulici e strutturali per analizzare altre possibili evenienze”. Simonini ha infine presentato un focus sulle procedure della società per il controllo di ponti e viadotti di sua competenza.

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