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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Ottobre - ore 11.01

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Caso Costa, la lettera di Grondacci per bloccare la Via

Non si ferma la battaglia della gente di Albiano. L'alleato è il noto giurista ambientale spezzino.

Caso Costa, la lettera di Grondacci per bloccare la Via

Lunigiana - La penna e le comprovate conoscenze del noto giurista ambientale Marco Grondacci, mancato candidato sindaco della Spezia per via di un cavilloso dictat di Grillo, sono la risorsa sulla quale gli albianesi hanno deciso di puntare per scongiurare la prosecuzione delle attività dell'impianto di trattamento rifiuti Costa, considerato insalubre e pericoloso. Con una missiva rivolta al Comune di Aulla, ora retto dal commissario prefettizio dott.ssa Castellani, lettera redatta da Grondacci e sottoscritta da tanti albianesi, il fronte dei 'No Costa' chiede - si legge nella comunicazione - "la presentazione al responsabile del procedimento di Via (Valutazione integrata ambientale, ndr) della Provincia di Massa Carrara la richiesta di non procedibilità della Via". Il messaggio è stato lanciato forte e chiaro ieri sera nel corso di un'assemblea alla Croce rossa della frazione aullese.

Inoltre, nella lettera si chiede anche l'annullamento dell'atto ricognitivo effettuato a metà mese dalla dirigente architetto Valentina Gatti, una mossa che ha portato a "una ulteriore versione degli articoli 48 e 49 del regolamento urbanistico comunale (ulteriore e differente, si legge sempre nella missiva, rispetto a quelli nei mesi scorsi resi noti dal dirigente Mostarda, ndr). In particolare in relazione alla conformità urbanistica degli impianti di gestione rifiuti, secondo la presunta nuova versione si affermerebbe nell'articolo 49: 'Nel settore del trattamento dei rifiuti tossico nocivi e speciali, per tutte le aziende che dovranno insediarsi nelle zone produttive-artigianali-industriali del Comune dovrà essere data comunicazione alla commissione urbanistica".

Una cosa inaccettabile, per Grondacci e i 'No Costa', in quanto "sotto il profilo della normativa sulle industrie insalubri occorre apposita verifica della potenziale insalubrità delle stesse come riportato in precedenza: sotto il profilo urbanistico occorre apposita domanda di certificazione di agibilità e del relativo permesso di costruire". Insomma, altro rispetto a una comunicazione alla commissione urbanistica. In altre parole, per il giurista e gli albianesi, l'atto della Gatti va annullato - prima che sia troppo tardi - perché aprirebbe la strada alla permanenza di Costa. La querelle quindi va avanti, in punta di diritto. Nel frattempo, i residente della frazione registrano rassicurazione "soltanto telefoniche" da parte della Asl in merito alle indagini post incendio del 31 luglio, verifiche volte a sondare la dispersione di amianto in seguito all'ennesimo rogo all'impianto di Via Casilina. "Vogliamo risposta formale via Pec, non ci bastano le telefonate", il ritornello.

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