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Bando deserto, il sindaco non molla: "Nuova pista al Cerreto ad autunno 2020"

Primo intoppo al progetto di una seggiovia a tre posti. Manari ieri alla Spezia: "Il Palaghiaccio sarà pronto a giugno"

e il palaghiaccio...
Bando deserto, il sindaco non molla: "Nuova pista al Cerreto ad autunno 2020"

Lunigiana - "E' un'impresa in cui mi sono lanciato forse in maniera avventata, ma io conto a novembre 2020 di inaugurare la nuova seggiovia". Non ha intenzione di mollare la presa Antonio Manari, che conta nei prossimi mesi di sbloccare il progetto di una nuova seggiovia a Cerreto Laghi. Non lo ha abbattuto il primo bando di gara andato deserto questa estate e poi ancora rimasto orfano nonostante la proroga ad ottobre. In mano del primo cittadino del Comune di Ventasso rimane il corposo finanziamento erogato dalla Regione Emilia-Romagna, prima volta in cui è l'attore pubblico a voler investire in quel pezzo di montagna nato per volontà dei privati negli anni Cinquanta.
Un tempo in cui i giorni di neve erano tanti e le annate avevano una loro regolarità. Non come oggi, in cui ad un anno con 60 giorni di piste aperte può seguirne uno con oltre cento. Cambiamenti climatici o meno, il Cerreto non ha intenzione di abdicare alla sua vocazione per gli sport invernali. Rilanciare nel momento dell'incertezza. Ieri Manari, già cardiologo, era alla Spezia a fare il punto dei suoi primi tre anni da primo cittadino. Di fronte a lui tanti possessori di seconde case, perché di fatto è sindaco anche di tanti spezzini. "Vogliamo rimettere in funzione la seggiovia di Vallefonda - conferma indicando con la mano la diapositiva - La relazione nivologica ci ha confermato che lì una pista si può fare, il finanziamento della Regione è arrivato. Contiamo di avere il progetto fatto e di assegnare i lavori tra febbraio e marzo 2020, aprire il cantiere in estate e avere a novembre prossimo gli impianti funzionanti. Un primo passo, perché poi servirebbe una seconda linea di risalita".

La base d'asta di 500mila euro non ha spinto nessuno degli attori potenzialmente interessati - una manciata di aziende specializzate del settore - a farsi avanti. Ora scatta una nuova fase in cui si va a trattativa privata, sperando di trovare qualcuno disposto a costruire le due stazioni di valle (1288 mslm) e monte (1375 mslm) e i cinque plinti che reggeranno la via alta. Il 2020 dovrebbe portare infine alla riapertura del Palaghiaccio, chiuso dal 2018 per ordinanza dei Vigili del fuoco. "Purtroppo ogni volta che pioveva trovavano venti centimetri di acqua nei locali - illustra Manari - Ad oggi abbiamo terminato la nuova copertura lato Nord, rifatto l'impianto di riscaldamento, rivisti i bagni e abbattute le barriere architettoniche. Manca adesso la copertura dell'ingresso principale, gli impianti idrici ed elettrici". Appalti da 128mila e 388mila euro rispettivamente. Obiettivo riaprire a giugno 2020. In una ulteriore fase, ma qui siamo nel campo del futuribile, il palazzetto sarà oggetto di un completo restyling esterno: nuovi colori per l'edificio che è un po' la porta d'ingresso alla località.

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